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Calvario di un ragazzino dopo lo schianto contro il bus: 24 volte sotto i ferri
Pisa: ex promessa del calcio ha rischiato di perdere una gamba. Primo risarcimento da 250mila euro. Fu tamponato da una candidata alle amministrative che si costituì
PISA. Era una promessa del calcio giovanile. Con diversi club professionistici che lo stavano tenendo d’occhio. Ma dopo quel terribile incidente in cui ha rischiato di perdere la gamba sinistra a soli 15 anni, è rimasto senza muscoli e tessuti, con un’invalidità del 74% e presto si sottoporrà al ventiquattresimo intervento chirurgico in appena tre anni.
Combatte come un leone Andrea – è un nome di fantasia per tutelarlo, nonostante qualche mese fa abbia festeggiato 18 anni – che in settimana sarà ricoverato all’ospedale fiorentino di Careggi per concludere un percorso ancora molto lungo, che forse terminerà con la ricostruzione muscolare dell’arto. Il ragazzo – erano le 12.30 del 28 settembre del 2015 – uscito di scuola fu vittima di un terribile incidente stradale col suo scooter lungo via Pietrasantina, vicino al parcheggio scambiatore, in cui un’auto pirata (la cui conducente si è poi costituita ai carabinieri) lo tamponò schiacciandolo contro la ruota di un pullman turistico. Una carambola potenzialmente mortale che lo ha privato della piena funzionalità della gamba, «scarnificandola», dissero alcuni testimoni all’epoca dei fatti. Motivo per il quale il ragazzino che vive in provincia di Pisa, non ha più potuto praticare alcun tipo di sport, perdendo perfino un anno scolastico, poi recuperato grazie a un istituto privato che gli ha consentito di frequentare due anni in uno.
Ieri, al Tribunale di Pisa, davanti alla giudice Paola Giovannelli (pubblico ministero onorario Massimiliano Costabile) si è svolta una nuova udienza del processo che vede imputata per lesioni gravissime e omissione di soccorso una candidata alle elezioni di un Comune della provincia di Pisa. La donna, 46 anni, è difesa dagli avvocati Diego Petrucci e Francesco Carlesi. Fra le parti civili ad assistere il ragazzo c’è la legale Michela Simoncini, mentre per i genitori Monica Ghiribelli. «Per lui è stato un trauma psicologico – racconta il padre fuori dall’aula tre del palazzo di giustizia – e ora non può più fare sport. Era una promessa del calcio, c’erano diversi club professionistici che lo tenevano d’occhio. In questo campo aveva forti aspettative».
Ieri la giudice Giovannelli, per l’imputata, ha rifiutato il patteggiamento e la messa alla prova chiesta dai suoi avvocati, mettendo in calendario la prossima udienza in cui verranno sentiti i testimoni citati dal pubblico ministero. Poi toccherà a quelli di difesa e parti civili. Il processo è stato rinviato ad aprile, fra cinque mesi.
Nel frattempo Andrea, dopodomani, verrà ricoverato a Careggi per la preospedalizzazione propedeutica al ventiquattresimo intervento chirurgici in appena tre anni. Finora, i medici, lo hanno sottoposto a ben 23 operazioni, la prima delle quali fu a Cisanello poche ore dopo il tragico impatto contro il pullman tedesco. Il processo di ricostruzione dell’arto, purtroppo, è ancora lungo. Oggi il ragazzo non cammina più con le stampelle, ma porta un tutore. D’estate non può andare al mare, né camminare con i pantaloncini corti.
Evita anche di andare in discoteca, di diversi come tutti i giovani della sua età. È segnato a vita dal 28 settembre del 2015, per questo l’assicurazione ha già liquidato alla famiglia un risarcimento di 250mila euro, che però le avvocate Michela Simoncini e Monica Ghiribelli reputano insufficiente rispetto alla gravità delle lesioni. I medici, molto probabilmente, decideranno di prelevargli alcune fibre muscolari dalla gamba destra, quella sana, impiantandogliele sulla sinistra, che subito dopo l’incidente era praticamente rimasta con l’osso in vista.
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