Gioco
Panella, numeri diversi tra gli anfibi ritrovati e quelli sequestrati
Gli scarponi rinvenuti in un bosco a Cerveteri non avrebbero la stessa misura delle calzature prese in casa dell’ex parà
PISA. Non coincidono i numeri degli anfibi sequestrati ad Alessandro Panella la scorsa estate con quelli rinvenuti da un volontario di un’associazione ambientalista, con tempi e modi ancora da ricostruire, in un bosco a Cerveteri, comune di cui è originario l’ex caporale dei parà accusato con altri due commilitoni dell'omicidio di Emanuele Scieri, il 26enne di Siracusa trovato morto il 16 agosto 1999 nella caserma Gamerra. Le misure sono diverse. Gli scarponi trovati a Cerveteri, di cui ha dato notizia la trasmissione "Chi l'ha visto?" dopo aver ricevuto la segnalazione di un telespettatore, non corrisponderebbero con quelli che gli investigatori sequestrarono a casa di Panella al momento dell’iscrizione sul registro degli indagati. Le intercettazioni ambientali della conversazione tra l’ex parà il fratello sul punto degli anfibi si prestano a un’interpretazione “colpevolista”. Panella dice di aver buttato quelli vecchi una settimana prima del sequestro. «Che c...o» gli risponde soddisfatto fratello.
Nella ricostruzione del ritrovamento degli anfibi nel boschetto di Cerveteri i volontari parlano di qualcuno che in auto di notte avrebbe lanciato un sacchetto. I difensori di Panella, gli avvocati Tiziana Mannocci e Marco Meoli, sottolineano che il loro cliente non ha la patente e non guida. Gli scarponi, con i quali secondo l’accusa Scieri sarebbe stato oggetto di lesioni alle nocche delle mani mentre saliva sulla scala, sarebbero stati trovati a fine settembre durante una periodica di pulizia del bosco. Furono messi da parte, anche su suggerimento del responsabile del gruppo che disse di conservarli per metterli a disposizione di qualche volontario che magari ne avesse avuto bisogno. Dopo la trasmissione tv di fine novembre quegli anfibi sono stati associati a Panella e consegnati alla polizia di Firenze che li sta analizzando. I legali dell’indagato, agli arresti domiciliari dal primo agosto al 29 novembre, sostengono di avere una risposta plausibile e non colpevolista presente comunque nelle intercettazioni agli atti a proposito degli anfibi. —
Pietro Barghigiani
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