Italia
Struttura inadeguata e tensioni tra detenuti
PISA. «La città di Pisa è molto attenta al “Don Bosco”. La casa circondariale non è lasciata da sola». Lo ha detto il direttore Francesco Ruello nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Politiche Sociali del Comune.
I detenuti sono 292, di cui 42 donne e 250 uomini. 168 sono i detenuti condannati in via definitiva. 127 sono i detenuti italiani. 33 detenuti sono, invece, tunisini, 31 i marocchini, 26 gli albanesi, 18 i rumeni, 8 i georgiani, 2 i senegalesi, e 35, infine, sono i detenuti di altre nazionalità. La capienza della Casa Circondariale “Don Bosco” è di 206 detenuti, ma, nonostante che ad oggi la popolazione carceraria sia, come detto, di 292 detenuti, rientra però nei limiti stabiliti dalle leggi e da alcune recenti sentenza. 221 sono, poi, gli agenti di polizia penitenziaria. Inoltre, per quanto riguarda il Centro clinico, sono impiegati 14 medici e 22 infermieri.
«I problemi maggiori derivano - ha ricordato Ruello – oltre che dalla struttura stessa dell’edificio “Don Bosco”, assolutamente inadeguata, dalla presenza di malati psichiatrici e dalle tensioni tra gruppi di detenuti di diversa provenienza etnica». —
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