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La Normale apre una sede a Napoli, Conti contro Barone

La Normale apre una sede a Napoli, Conti contro Barone

Il sindaco: «Progetto che impoverisce Pisa». Il direttore: «Si cresce senza arroccarsi» 

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La prima notizia è che la Normale si amplia e dà vita alla Scuola Normale Superiore Meridionale nei locali dell’Università Federico II di Napoli. Un via libera ufficiale sancito dalla commissione Bilancio della Camera che prevede una cinquantina di milioni di finanziamenti per i prossimi tre anni. La seconda notizia rinnova le frizioni locali e vede il sindaco Michele Conti contestare la decisione e invitare la maggioranza di governo a ripensarci. Senza citare l’inquilino di Palazzo Gambacorti, il direttore dell’istituzione nata nel 1810, Vincenzo Barone, fa sapere che «il solo modo per innalzare il livello scientifico e culturale di questo paese è innescare un circolo virtuoso e di ampio respiro, non certo quello di difendere l’esistente, arroccandosi ciascuno nel proprio feudo, vedendo in tutto ciò che è nuovo qualcosa che potrebbe diminuire le proprie prerogative».

Conti non usa frasi sfumate per invocare una «marcia indietro sull’istituzione di un inutile distaccamento meridionale che addirittura dovrebbe, dopo un triennio di sperimentazione, diventare autonoma, mettendosi di fatto in concorrenza con la stessa sede storica pisana. Non è smembrando una delle eccellenze del mondo universitario di questo Paese che si favorisce la ricerca o la divulgazione delle conoscenze». Per il sindaco la Scuola Normale è nata a Pisa 208 anni fa e «qui deve rimanere per continuare a dialogare con il mondo come ha sempre fatto». L’appello è a tutte le forze politiche rappresentate in città affinché fermino il progetto e che le risorse previste con stanziamenti fino al 2025 «siano destinate a Pisa per il potenziamento delle attività della Scuola Normale».

Opposta la visione del direttore Barone che si dice «particolarmente orgoglioso di essere riuscito a realizzare nei primi due anni del mio mandato il programma elettorale da me proposto per la nomina a direttore della Scuola Normale: nello scetticismo generale, in cui mi veniva ricordato di non poter dar seguito alle promesse perché la Federazione con altre Scuole sarebbe stata impossibile o perché l’istituzione di una Normale al Sud presupponeva una nuova legge in Parlamento: infatti la Federazione è attiva dallo scorso anno e la nuova legge è una realtà. E allo sbarco della Normale a Firenze e a Napoli mi prefiggo di dar seguito in tempi brevi con l’apertura di una sede a Siena dedicata alle discipline biotecnologiche e farmaceutiche». Barone spiega l’espansione con la necessità di fare sistema per competere con le altre realtà universitaria internazionali. «Non basta criticare questo stato di cose, come spesso si fa, ma occorre dare un contribuito per trovare una soluzione» afferma sottolineando l’idea di una federazione di istituzioni già in essere. «Chi ritiene che questo progetto possa essere ridondante, o che potrebbe interferire con l’esistente (ci sono già scuole universitarie), dovrebbe allargare lo sguardo al contesto internazionale e chiedersi quale futuro possiamo dare a questo Paese se non scegliamo con coerenza un modello e gli permettiamo di raggiungere una massa critica sia in termini di dimensione che di investimenti». —
 

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