Toscana
Dal Comune nessun alloggio ai rom che hanno una casa in patria
Pisa, l'assessora Gambaccini: «Per accertarlo chiederemo loro l'Isee». L’operazione avrà costi alti. Bedini: «La pulizia dovrà essere caricata sulla Tari»
PISA. «Entro la fine dell’anno chiederemo ai nomadi del campo di Oratoio l’Isee e l’autocertificazione vidimata dall’ambasciata sull’eventuale possesso di proprietà all’estero. A chi ha una casa in Macedonia o in Romania, ad esempio, non verrà offerto alcun alloggio alternativo. Agli altri rom sì. Per dare loro un tetto useremo i 280mila euro che la Società della salute sta spendendo per i progetti di integrazione, che in molti casi non sono serviti a niente. Io volevo tagliarli già quest’estate, ma purtroppo sono vincolati fino al 2019».
A dirlo è l’assessora al sociale Gianna Gambaccini, che spiega nel dettaglio come il Comune ha intenzione di smantellare la tendopoli di via Maggiore a Oratoio. L’amministrazione ha annunciato di volerlo fare entro 18 mesi. «È un lasso di tempo lungo, ma ragionevole – spiega l’esponente della Lega – perché sono coinvolte diverse strutture comunali e dovremo dare ai rom un mese, al massimo 40 giorni, per dichiarare la situazione patrimoniale. Entro la fine di dicembre convocheremo tutte le famiglie in via Saragat. Con loro, i nostri assistenti sociali, hanno rapporti avviati da tempo. Verranno subito a parlare con noi perché sanno benissimo che ora, il rischio concreto, è quello di perdere la casa».
Secondo un primo censimento, all’interno del campo, vivono 250 persone. Poco meno del 40 per cento (un centinaio) sono bambini o minori. Per loro l’amministrazione dovrà studiare un piano di inserimento sociale e di ricollocazione abitativa. «Non sarà un’operazione a costo zero – rimarca Gambaccini – dato che dovremo garantire un’alternativa a tutte le persone sgomberate. Non c’è nessuna sorpresa, dato che era uno dei nostri principali punti del programma di mandato. Sappiamo a cosa andiamo incontro».
Si annunciano spese elevate anche solo per la pulizia. Figurarsi per la bonifica del sottosuolo, dato che nelle ultime settimane l’emergenza ambientale si è aggravata con gli incendi di pneumatici ed elettrodomestici, dati alle fiamme di notte e di giorno. «Sono in attesa dei primi preventivi», sottolinea l’assessore all’ambiente, Filippo Bedini. Secondo le prime informazioni, solo per rimuovere i rifiuti (speciali e non) fra la tendopoli, Geofor chiederà centinaia di migliaia di euro. «L’importo – conclude Bedini – dovrà essere inevitabilmente caricato sulla Tari, l’imposta sui rifiuti. D’altra parte, insieme al Pisamover, questa è una delle pesantissime eredità che ci lascia il centrosinistra. Per calmierare la tassa cercheremo comunque di incrementare la raccolta differenziata. Faremo sempre ciò che ci chiederanno i cittadini».
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