Gioco
Pisa patria di inventori, sotto la Torre vive la più giovane titolare di brevetto
L’idea geniale Aurora Gulli l’ha avuta a tre anni ed è riuscita a svilupparla grazie ai fratelli Lorenzo e Leonardo
PISA. Nel pomeriggio di oggi, martedì 4, ad Ingegneria sarà scoperta una targa in memoria di Antonio Pacinotti. Ma a sentir pronunciare questo nome probabilmente la gran parte dei pisani penserà al Lungarno dove c’è al sede amministrativa dell’ateneo o alla scuola superiore Galilei-Pacinotti di via Croce. A pochi si accenderà la lampadina, in senso più che corretto in questo caso, e verrà invece in mente il pisanissimo inventore della dinamo. Già, proprio quel marchingegno che sfruttando, ad esempio, il movimento delle ruote della bicicletta dava energia alla lampadina del fanale.
Una circostanza, quella della celebrazione di oggi, che casca a fagiolo, passateci il termine, per raccontare la storia di Aurora, Lorenzo e Leonardo Gulli. Una storia, guarda un po’, di invenzioni e... lampadine!
È il 2014, Aurora ha tre anni, gioca con un apparecchio elettronico nella sua cameretta a Pisa. E pensa a quanto sia utile il meccanismo di riduzione dei consumi che consente alla batteria di durare più a lungo. Ecco: perché non studiare qualche cosa che consenta di risparmiare energia anche a casa? Un sistema per far spegnere le luci quando non servono? Ne parla al papà, Antonio Gulli - tra le altre cose inventore del motore di ricerca Arianna e ora director e site lead di Google a Varsavia - e ai fratelli più grandi, Lorenzo di 14 anni e Leonardo di 9. La squadra di baby inventori si rimbocca le maniche e, idea dopo idea, trova la soluzione: una speciale presa elettrica dotata di sensori intelligenti.
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Al supporto tecnico ci pensa papà che spedisce il progetto all’Us Patent and Trademark Office, l’ufficio brevetti dei Stati Uniti considerato il più importante al mondo, che tre anni dopo - nel 2017 - scrive ad Aurora che diventa ufficialmente titolare, insieme ai fratelli, di un patent per la sua invenzione. Non solo. Vista la sua età a memoria dello stesso ufficio brevetti Aurora potrebbe essere la più giovane inventrice della storia dell’Us Patent. «L’intento non è quello di sfruttare commercialmente il brevetto - spiega il papà di Aurora - decideranno i ragazzi se vorranno. Quello che volevo far capire a Aurora, Lorenzo e Leonardo era ed è il valore delle idee e l’importanza di crederci».
«Avevo il sospetto che Aurora fosse una delle più giovani inventrici ma non avevo mai approfondito la questione - continua Antonio Gulli - poi alcuni mesi fa ho partecipato a una iniziativa in Inghilterra dove si parlava di questo bambino di 6 anni titolare di un patent e a quel punto mi sono domandato se Aurora fosse davvero la più giovane. L’ufficio brevetti in realtà non ha un elenco per età ma a loro memoria il più giovane titolare di patent era un bambino di 6 anni che lo aveva ottenuto nel 1963. Quindi Aurora è la donna più giovane».
Ed anche per questo la storia della bambina e dei suoi fratelli merita di essere raccontata: in un Paese in cui la scienza è femminile quasi solo per la grammatica la piccola inventrice pisana è un buon esempio per tanti genitori chiamati ad assecondare la curiosità scientifica delle figlie oltre che dei figli. «Ho lavorato tanti anni in Italia, poi a Londra, Amsterdam e ora in Polonia - spiega Gulli - e purtroppo noto che solo il nostro Paese è indietro rispetto alla presenza femminile negli ambienti scientifici. Si tende a indirizzare le ragazze verso studi umanistici. Eppure ricordo benissimo di aver studiato informatica a Pisa insieme a studentesse più brave di me. Io non so se Aurora deciderà di studiare discipline scientifiche: mi piacerebbe. E comunque sarà lei a scegliere».
I numeri ha dimostrato di averli: lei e anche la sua famiglia che rappresenta bene una tradizione pisana di grande eccellenza troppo spesso dimenticata. Leonardo Fibonacci, Galileo Galilei, Antonio Pacinotti erano scienziati e inventori. La creatività che ha, in senso proprio, cambiato il mondo, la nostra vita quotidiana (avremmo potuto fare a meno della dinamo di Pacinotti inventata quasi 160 anni fa?) è di casa sotto la Torre. Solo Gulli ha sottoposto all’attenzione dell’ufficio brevetti americano 21 richieste di patent e gliene sono state accettate 10. Il registro statunitense che parte dal 1790 conta 688 brevetti ottenuti a Pisa o comunque da inventori pisani. «La più recente - fa sapere ancora Gulli - è di pochi giorni fa». Si tratta di un brevetto per un dispositivo di chiusura elettronica per autoveicoli. La più vecchia - stando alla documentazione on line resa disponibile dall’Us Patten and Trademark Office - è del 1976 e il brevetto riguarda il processo di preparazione di wafer privi di proteine. L’inventore? Silvio Salza. Proprio lui, il fondatore della prestigiosa pasticceria in Borgo Stretto.
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