Il Tirreno

Pisa

Giovani e aspiranti vigili del fuoco vivono in attesa di una telefonata

Stefano Taglione
Alcuni membri del "Comitato idonei 250" con il sottosegretario Stefano Candiani
◗
Alcuni membri del "Comitato idonei 250" con il sottosegretario Stefano Candiani

Sono una sessantina in provincia di Pisa quelli che hanno superato la preselezione e le prove fisiche del concorso nazionale

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Solo in provincia di Pisa sono una sessantina. Giovani e aspiranti vigili del fuoco che hanno superato la preselezione e le prove fisiche del concorso del corpo nazionale. Erano in 130mila nel novembre del 2016, sono rimasti in 5.092 qualche settimana fa, quando finalmente è uscita la seppur provvisoria graduatoria. Solo 250 entrano subito, gli altri attenderanno gli scorrimenti. Aspettano, nonostante in tutta Italia i pompieri siano in carenza di 3.500 uomini.

Di corsa da una parte all’altra per spegnere gli incendi (sul Serra una squadra ha seriamente rischiato la vita) o per estrarre gli automobilisti imprigionati nelle lamiere. Molti dei vincitori si sono riuniti nel “Comitato idonei 250” – questo il nome con cui viene chiamato il concorso –mentre fra le provincie di Pisa e Livorno sono oltre cento le persone in trepidante attesa di una telefonata.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.17532325:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17532325:1652406664/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Fra loro c’è il dipendente pisano della Croce rossa italiana Loris Di Cesare. Per anni a Tirrenia, si è trasferito a Livorno e segue le orme del padre, pompiere per 40 anni ora in pensione. Sogna di indossare la sua stessa divisa. «Sono già stato vigile del fuoco, ma da discontinuo», dice. Con lui Gabriele Boschi, labronico, referente della Toscana e membro del direttivo dello stesso comitato nazionale. Gli idonei al concorso pubblico – che per passare la preselezione dovevano rispondere almeno a 38 domande su 40, contro le 28 su 40 dell’ultimo bando del 2008 – stanno dando battaglia proprio perché per esaurire la penultima e «più accessibile selezione – dicono – mancano ancora 1.180 persone.

«Quel concorso ora, con il passare del tempo, ha una media età di 35 anni – spiega Boschi – mentre noi del 2016 ci fermiamo a 27 anni. Invece il corpo nazionale, nel complesso, ha una media di 48. I pompieri sono mediamente su con gli anni e questi concorsi dovrebbero avere l’obiettivo di ringiovanirli. Che aspettiamo?».

Cosa significa? Che per ora e per almeno tutto il prossimo anno il corpo nazionale attingerà solo dagli idonei al vecchio bando per sostituire chi va in congedo. Ignorando – almeno temporaneamente – i nuovi vincitori, in grado di entrare soltanto in caso di assunzioni straordinarie. Questo, almeno, ciò che spiegano gli aspiranti e più giovani pompieri. Per altro l’ultima graduatoria – ancora non pubblicata in Gazzetta ufficiale – è in attesa di una rettifica per il ricalcolo dei punteggi relativi ad alcuni diplomi. «Noi puntiamo a entrare il prima possibile – conclude Boschi – perché siamo più giovani e concluso una selezione senza dubbio più difficile e restrittiva delle ultime».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web