Il Tirreno

Pisa

l’opinione 

Fontanelli: più armi, meno integrazione uguale far west nelle città

Francesco Loi
Fontanelli: più armi, meno integrazione uguale far west nelle città

L’ex sindaco e deputato sul decreto sicurezza: il governo gialloverde gonfia l’allarme invece di investire  sulle forze dell’ordine

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Meno integrazione e più armi uguale far west». Pollice verso di Paolo Fontanelli, ex sindaco e deputato, sul decreto sicurezza di Matteo Salvini e sulla riforma della legittima difesa. «Per la destra e un po’ anche per i 5 Stelle, la paura è un valore da preservare dato che proprio sulla politica della paura hanno fondato le loro fortune. Non è un caso che la maggioranza di governo gialloverde utilizzi il proprio potere non per risolvere i problemi ma per acuirli. L’obiettivo è incrementare i voti basati su senso di paura ed insicurezza».

Fontanelli, tra dati reali sui reati e percezione, lei da che parte sta?

«I dati sul numero dei reati in Italia, confermati dal ministero dell’Interno, dicono che c’è una diminuzione, mentre i sondaggi dicono che la percezione della paura cresce. Quindi c’è un allarme reale tra i cittadini, ma si tratta di un allarme gonfiato, anche se va preso in seria considerazione. E allora che si fa? Anziché affrontarlo con misure volte a rassicurare, anche aumentando il controllo del territorio, si esaspera il problema per fini elettorali».

È il caso anche della legittima difesa?

«Sì, perché una legge c’è già e funziona. Certo è necessario che la magistratura svolga un’indagine sui fatti, ma nella maggioranza dei casi la difesa viene riconosciuta come legittima, come ad esempio nella vicenda del gioielliere Ferretti. Si accentua il carattere securitario dell’azione dello Stato e allo stesso tempo si pensa una modifica della legge sulla legittima difesa che ci porta nel far west alimentando l’uso delle armi a livello personale. È lo Stato che denuncia il suo fallimento sulla sicurezza: è come se dicesse pensateci da voi».

Bisogna però considerare che, sempre dati alla mano, crescono i reati commessi da stranieri…

«Ecco, riflettiamo sui provvedimenti presi sull’immigrazione, tutti intrecciati con il tema della sicurezza e finalizzati a cancellare ogni spazio per le politiche di integrazione. È il modo questo per acuire il problema, per aumentare le situazioni di disperazione da parte di queste persone che poi sfociano in varie forme di reato. Si favorisce l’incremento della clandestinità e la possibilità che finiscano nella rete dell’illegalità quando invece servirebbero politiche vere di integrazione, con al centro, sicuramente, il rispetto delle leggi e dei doveri. Questo manca in Italia, ma è mancato anche prima».

E qual è la sua ricetta?

«Lo Stato faccia lo Stato. Oppure pensa di risolvere i problemi mandando tre poliziotti in più? Occorre un investimento vero, tale da creare le condizioni per un’efficace azione di prevenzione e controllo sul territorio. Non bisogna dimenticare mai che la paura indebolisce la democrazia, sviluppa chiusure e risentimenti. E tutto questo, prima o poi, lo pagano i più deboli: ovvero il popolo, quello tanto declamato dai governanti attuali». —

Francesco Loi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web