Il Tirreno

Pisa

Croce Rossa nel mirino della destra «Nemici di Pisa»

Danilo Renzullo

Sotto accusa la gestione dei centri migranti La replica: «Posti di lavoro e vantaggi per il territorio»

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«La pacchia per chi lucra sull’immigrazione è finita». «Lucro? Siamo chiamati dalla prefettura ad organizzare e gestire il servizio». Nel calderone della polemica anti-migranti ci finiscono un po’ tutti: dal Pd alle cooperative. È però soprattutto contro il presidente della Croce Rossa Italiana di Pisa, Antonio Cerrai, che si scagliano l’onorevole della Lega Edoardo Ziello e il leader di Noi Adesso Pisa e sindaco di Abetone-Cutigliano Diego Petrucci, dopo l’atto vandalico ad opera di un richiedente asilo con problemi comportamentali che, la scorsa settimana, nella struttura d’accoglienza di San Piero a Grado ha danneggiato senza un apparente motivo l’auto di un educatore.

Un episodio che si aggiunge a quello dello scorso ottobre, quando un ragazzo con problemi psichiatrici si è arrampicato su un albero del giardino dell’ex Cottolengo di San Giuliano Terme e che ha spinto Cerrai a chiedere una maggiore attenzione da parte delle istituzioni per gestire i casi con specifiche problematiche. «Il presidente delle Croce Rossa di Pisa, che in tutti questi anni si è prodigato a gestire centinaia di presunti profughi, aprendo, con il “metodo moltiplicatore”, strutture su strutture d’accoglienza, dice che le istituzioni devono “essere vicine alle associazioni che si occupano dell’accoglienza degli immigrati”. Davvero assurdo che dopo tutto quello che abbiamo dovuto sopportare ci sia ancora qualcuno che pensa ai problemi di tutto il mondo fuorché a quelli dei cittadini italiani. Le dichiarazioni di Cerrai sono da nemico di Pisa, poiché antepongono l’interesse degli ultimi arrivati a quello dei pisani. Le istituzioni, per colpa del Pd e di alcune associazioni o cooperative complici, sono state per troppo tempo “vicine” alle istanze di chi arrivava dall’altra parte del mondo. Adesso, grazie alla Lega, è arrivato il tempo di occuparsi degli italiani. La pacchia per chi lucra sull’immigrazione è davvero finita», la risposta arrivata dall’onorevole del Carroccio con un post su Facebook. «La Croce Rossa pisana ha avuto in uso immobili preziosi che si sarebbero potuti destinare a molte attività sociali e di riqualificazione di interi quartieri. Le nostre proposte sono state scavalcate dall'arroganza e dalla (pre)potenza della Croce Rossa e del suo politicizzato presidente», aggiunge Petrucci.

Già, gli immobili. Almeno una decina quelli che, tra Pisa e San Giuliano Terme, l’associazione ha destinato all’accoglienza. «A Pisa - riprende Cerrai - la prefettura ha introdotto un metodo innovativo requisendo al Demanio immobili fatiscenti e abbandonati. La Croce Rossa ha investito risorse per ripulirli, ristrutturarli e riqualificarli. Sono utilizzati per ospitare i migranti, ma man mano che il numero di ospiti scenderà saranno restituiti alla collettività, che potrà avvalersi di immobili, un tempo degradati, in condizioni ottimali. Questo è un metodo virtuoso e non scandaloso come sostengono Petrucci e Ziello. Per gestire l’accoglienza abbiamo inoltre assunto una quarantina di persone, italiane, tra cui un cittadino che dopo aver perso il lavoro era finito a dormire in macchina: la Croce Rossa lo ha assunto restituendogli lavoro e dignità. Se questo non è pensare agli italiani…».

Nelle ultime settimane il numero di migranti ospitati in strutture della Croce Rossa è sceso al di sotto delle 400 unità. Attraverso un percorso fatto di studi e lavori socialmente utili, in questi anni un centinaio di persone si è reso autonomo con un lavoro regolare. «La Croce Rossa, a differenza di altre associazioni, non ha mai fatto gare d’appalto, ma è assegnataria diretta del servizio: è il braccio operativo della prefettura - prosegue Cerrai -. Un’attività istituzionale per la quale percepisce solo rimborsi documentati: anticipa tutte le spese per la gestione che vengono rimborsate anche dopo un anno. Sul territorio pisano siamo riusciti ad organizzare un sistema di accoglienza diventato un modello a livello nazionale», basato anche e soprattutto sul rispetto delle regole (chi non le rispetta è segnalato alla prefettura che può anche decidere di interrompere il rapporto di accoglienza). «La Croce Rossa non fa politica e le polemiche politiche non ci interessano - conclude il presidente della Cri -: il nostro obiettivo è continuare a fare il nostro lavoro, non apparire. Chi vuole apparire continua invece a rimanere sui social». —



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