Toscana
A Calambrone il Toscana Charme Resort nell’ex colonia Vittorio Emanuele II
Centoventi camere, aperto tutto l’anno e senza all inclusive. Peiani: «I turisti devono uscire e conoscere il territorio»
Anche l’ultimo imponente investimento fatto nelle ex Colonie di Calambrone sta giungendo al temine. All’appello mancava ancora la Vittorio Emanuele II che la società Uappala Hotel, fondata da Mirco Peiani che ne è anche il presidente, ha trasformato in un albergo a quattro stelle superiore con ben 120 camere che verrà inaugurato il primo aprile del 2019 con il nome di “Toscana Charme Resort”.
L’albergo, ristrutturato dal gruppo di Andrea Bulgarella, è già al completo fino al 30 settembre e rimarrà aperto tutto l’anno. «La scritta Vittorio Emanuele II rimarrà per ricordare la storia di questo posto – spiega Peiani -, ma si chiamerà Toscana Charme Resort per due motivi: il primo, è che siamo in Toscana e quindi è importante veicolare in tutto il mondo questo brend; il secondo, è che con Charme Resort, rappresentiamo l’unione tra la tecnologia avanzata del nuovo millennio con l’arredamento moderno in una struttura degli anni ‘30 dando così continuità all’architettura e all’arte futurista di quel periodo. Questo albergo è stato candidato tra i primi tre alberghi per la migliore ristrutturazione in Italia e speriamo di vincere». Negli anni trenta il turismo prevalente di questa zona era quello delle colonie perché rispecchiava una precisa esigenza e funzione sociale e oggi, secondo Peiani, è necessario adeguarci nuovamente a quelle che sono le esigenze sociali. Per questo Uappala, ha deciso di tenere aperto l’albergo tutto l’anno e di rinunciare alla formula “all inclusive”. «Questo sarà il primo albergo della zona senza la formula all inclusive – ribadisce Peiani -, perché la gente che arriva nella nostra struttura, deve uscire e trovare fuori i servizi che cerca e che gli servono. Viviamo in un nuovo mondo e questo albergo vuole ricercare la clientela del nuovo millennio dove, oltre all’interno, vuole anche l’esterno ossia la location. Soprattutto gli stranieri non devono vivere all’interno dell’albergo ma devono uscire e scoprire il territorio. L’albergo è un mezzo, un volano economico per la zona. Questa è la filosofia che sta alla base di questa impresa così come di quella che stiamo costruendo in Sardegna. Tutto questo è rivolto ad una clientela giovane e di età matura e quindi servono servizi che vadano dietro a questa nuova forma di libertà».
Si torna quindi al nodo cruciale di questa zona del litorale che sono i servizi “anima” del turismo. E al quesito che chi amministra il territorio è chiamato a porsi: quale turismo per Calambrone. «Io credo moltissimo nel litorale – sostiene il livornese Peiani -, per questo ho deciso di fare questo investimento in un momento economico difficile. Questa zona è ideale sia per il turismo balneare sia per quello delle città d’arte perché si trova in una posizione strategica. In passato il litorale, che la costa sia dei pisani che dei livornesi, è stato trascurato ma l’amministrazione precedente e l’attuale hanno capito la sua importanza. Per andare avanti è quindi necessario che amministrazione, imprenditoria e Parco collaborino in modo che anche quest’ultimo invece di essere vissuto come un limite diventi una risorsa. Questo è il momento giusto per investire in modo da conservare la clientela che la favorevole congiuntura politica internazionale ha consegnato a questa zona e al nostro Paese in generale». Naturalmente, anche il recupero di Eliopoli ha rappresentato per Calambrone e il litorale una chiave di volta per l’immagine e l’economia del territorio, ma secondo Peiani, nel periodo invernale dovrebbero esserci più controllo e ordine. «Tutto questo per me rappresenta anche un traguardo personale – afferma l’imprenditore -, perché sul litorale c’ho scommesso nel lontano 2003 aprendo il Uappala Beach e ora sta diventando una zona dove ci sono servizi capaci di competere con le altre location europee». —
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