Il Tirreno

Pisa

progetto “cuore di tutti” 

Telemedicina per i detenuti con le visite a distanza

P.B.

L’iniziativa prevede un consulto via computer con gli specialisti della Fondazione Monasterio per i ristretti al Don Bosco, a Porto Azzurro e alla Gorgona

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Nei casi più gravi la risposta non potrà che essere il ricovero in ospedale. Ma per avere un check-up cardiaco sarà sufficiente far dialogare i computer a distanza. Non solo quando i pazienti sono i detenuti, ma anche per il personale delle carceri.

È il progetto “Cuore di tutti” che mette in rete le professionalità della Fondazione Monasterio di Pisa con le esigenze di una tutela sanitaria per gli ospiti di Don Bosco (250 detenuti), Porto Azzurro (350) e Gorgona (90). L’iniziativa di telemedicina è stata presentata nella biblioteca dell’Ordine degli Avvocati e diventerà operativa entro l’estate 2019. Nei singoli presìdi medici delle carceri il paziente verrà visitato e poi, i tracciati o quello che il sanitario riterrà di dover inviare per un consulto alla Monasterio, l’esito del controllo arriverà in tempo reale o quasi. Specialista e paziente resteranno a decine di km di distanza tagliando tempi e spostamenti. E il risultato sarà sempre quello di avere un parere medico senza muoversi con i disagi e i costi che un trasferimento di un detenuto comportano.

Il progetto è frutto della sinergia tra l’Ordine degli Avvocati, la Fondazione Scuola Forense Alto Tirreno e la Fondazione Cnr/Regione Toscana “Gabriele Monasterio” con la collaborazione dei Provveditorato Regionale per l’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, il supporto del Soroptimist International Club di Pisa presieduto da Cettina Battaglia e il patrocinio del Consiglio Nazionale Forense e della Camera Penale di Pisa. Presenti il direttore generale della Fondazione Monasterio Luciano Ciucci, il provveditore regionale per le carceri, Antonio Fullone, il presidente dell’Ordine degli avvocati, Alberto Marchesi, la presidente della Camera Penale, Laura Antonelli e il garante nazionale per i diritti dei detenuti, avvocato Emilia Rossi.

L’idea nasce dall’esperienza della Monasterio sul fronte pediatrico. La Fondazione ha già realizzato una rete per il teleconsulto delle cardiopatie in età neonatale e pediatrica, oggi gestita in collaborazione con l’ospedale Meyer. «L’intento - sottolineano i promotori tra i cui l’Asl Nord Ovest - è quello di consentire, tramite una tecnologia ormai collaudata, la trasmissione di immagini e tracciati dall’istituto di reclusione ai centro clinico di riferimento per una diagnosi da parte dello specialista coinvolto (in questo caso un cardiologo): un sistema che potrà essere attivato in casi sospetto infarto acuto o anche per screening periodici e controlli».

Un servizio utile per i detenuti a ulteriore garanzia di un diritto fondamentale come quello della salute e che in futuro potrebbe essere anche ad altre realtà carcerarie toscane. —

P.B.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web