La protesta
Spaccata al Computer Shop con un Suv: rubati ottantamila euro di prodotti
Svaligiato in pochi secondi il reparto di fotografia. La nebbia artificiale evita il peggio: terzo colpo degli ultimi cinque anni
PISA. Hanno sfondato la vetrata e la saracinesca del negozio usando un Suv rubato come ariete. Poi, prima che l’antifurto nebbiogeno li neutralizzasse, hanno svaligiato gli scaffali rubando circa ottantamila euro di merce fra i prodotti esposti. Colpo grosso al Computer Shop di via Giovanni Guidiccioni, a Ghezzano, dove non esiste più il reparto di fotografia. I ladri hanno assaltato le vetrine chiuse a chiave, danneggiandole e facendo sparire macchine fotografiche e accessori in meno di 30 secondi. È il tempo che impiega l’impianto nebbiogeno a oscurare la vista ai malviventi, trascorso il quale non vedrebbero più nulla: neanche a dieci centimetri di distanza.
Nel raid sono spariti pure diversi computer da un laboratorio, mentre sia la grossa vetrata che la saracinesca (all’interno e non all’esterno del locale, a differenza di quanto accade di solito) sono state sfondate. L’allarme è suonato alle 5 di mattina, con i vigilantes e il titolare Paolo Comparini subito sul posto, appena prima dei carabinieri. Poi dopo ore il Suv – un Bmw X5, risultato rubato – è stato ritrovato in fiamme a Campo, in via Toniolo, sempre nel comune di San Giuliano Terme. A spegnere l’incendio, alle 7.20, i vigili del fuoco del comando di Pisa. Purtroppo il mezzo è risultato inutile ai fini delle indagini, dato che è andato completamente distrutto. Gli inquirenti non escludono che i malviventi abbiano rubato un secondo veicolo di grossa cilindrata, utilizzato per dileguarsi con la refurtiva lasciando meno tracce.
Ieri il Computer Shop, nonostante la parte retrostante al capannone dopo la spaccata risultasse sventrata, ha aperto regolarmente i battenti. Con la consueta clientela affezionata arrivata per acquistare i prodotti tecnologici e gli accessori. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma i ladri – quasi sicuramente più d’uno – avrebbero prima rotto il cancello scorrevole utilizzato abitualmente dai fornitori, dal quale poi hanno fatto entrare il Suv trasformato in ariete. I danni stimati, fra merce trafugata e infissi o vetrine sfondate, sfiorano i centomila euro. «Ma non abbiamo ancora terminato l’inventario», diceva ieri mattina Paolo Comparini, senza parole di fronte al terzo furto subìto in cinque anni.
Nel cortile interno, per altro, con il Suv c’era poco spazio per prendere velocità e rompere la vetrata, ma tanto è bastato. È pressoché certo che i malviventi avessero studiato il colpo da tempo. Per poi entrare in azione nella notte. Ma secondo l’imprenditore pisano quest’ultimo non è stato un furto su commissione. «Non credo – conclude – è più probabile che abbiano preso le prime cose trovate in giro, dato che il reparto di fotografia è proprio accanto alla vetrata sfondata col Suv».
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