Il Tirreno

Pisa

la proposta 

«Palazzo Pretorio diventi il museo delle tradizioni storiche della città»

Francesco Loi
«Palazzo Pretorio diventi il museo delle tradizioni storiche della città»

Antonio Veronese (Patto Civico): tutti gli uffici comunali aperti al pubblico possono trasferirsi alla Sesta Porta

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PISA. Si prospetta una “rivoluzione” negli uffici comunali, soprattutto quelli che erogano servizi al cittadino. La prima mossa è stata la cancellazione del palazzo ex Telecom, già sede della Sepi (poi trasferita alla Sesta Porta), dal piano delle alienazioni. Dunque, l’edificio non è più in vendita e, secondo i piani dell’ amministrazione comunale, dovrà di nuovo ospitare uffici. A cominciare, molto probabilmente, dall’Anagrafe. E anche dallo spostamento nell’immobile di piazza Facchini della ragioneria comunale che ora si trova alla Sesta Porta in via Battisti. In questo caso, liberandosi i locali al piano terra di Palazzo Gambacorti, questi saranno riconvertiti a spazi espositivi e sale riunioni.

Questa almeno è l’ipotesi di base alla quale sta lavorando il vicesindaco Raffaella Bonsangue, che ha la delega al patrimonio. Ma il dettaglio di questi interventi sarà definito da un’apposita commissione di esperti.

Di fronte a questa serie di cambiamenti, una proposta alternativa è quella che arriva da Antonio Veronese, capogruppo di Patto Civico in consiglio comunale. «Prendo atto con piacere - dice Veronese - della cancellazione del palazzo ex Telecom dal piano delle alienazioni per destinarlo ad uffici comunali e della volontà della giunta di una riorganizzazione del patrimonio immobiliare del cittadino. Invito l’amministrazione a valutare quello che era uno dei punti di forza del programma di Patto Civico, ovvero il miglioramento dei servizi al cittadino e la valorizzazione della offerta turistica dei lungarni e del centro storico». Il consigliere comunale propone così «la realizzazione della “Cittadella dei Servizi” alla Sesta Porta e il recupero di palazzo Pretorio, quello dell’orologio, come museo civico delle tradizioni storiche».

Per Veronese sarebbe perciò opportuno spostare l’Anagrafe alla Sesta Porta, «ben servita dal trasporto pubblico locale e dai parcheggi: essendo facile da raggiungere ha le caratteristiche per diventare il contenitore degli sportelli al pubblico, alcuni già presenti come Sepi, Pisamo e la Polizia Municipale, insieme all’Anagrafe, allo Stato civile e alla Ragioneria». Nell’effetto domino ipotizzato da Veronese, a quel punto «il palazzo ex Telecom, posto in Ztl, sarebbe destinato ad accogliere gli uffici urbanistici ora presenti a palazzo Pretorio, a sua volta, ormai libero, da trasformare in museo».

Insieme a Palazzo Lanfranchi, Chiesa della Spina, Arsenali Repubblicani, Arsenali Medicei, museo di San Matteo «e alla Mattonaia, recuperata come mercato cittadino di qualità come già annunciato dal sindaco Conti, palazzo Pretorio - conclude Veronese - rappresenterebbe una straordinaria risorsa ed amplierebbe l’offerta turistica a favore delle attività commerciali del centro storico». —

Francesco Loi

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