Sicurezza
Nuova Arena, tra un anno e due mesi la prima pietra
La giunta dà avvio al procedimento per la variante urbanistica: «Il Comune ha fatto la propria parte, ora il Pisa dovrà lavorare al progetto esecutivo»
Impegno rispettato. Ieri, giovedì 29, la giunta comunale ha approvato l’avvio del procedimento di variante (sia del piano strutturale che del regolamento urbanistico) per l’Arena Garibaldi. In pratica, comincia ora l’iter che porterà alla cancellazione della previsione di costruzione di un nuovo stadio ad Ospedaletto, confermando nel sito di Porta a Lucca il principale impianto calcistico della città, comprensivo delle funzioni più ampie (ad iniziare dalle destinazioni commerciali) comprese nel progetto di restyling.
L’approvazione è arrivata nella seduta di ieri della giunta, come annunciano gli assessori Massimo Dringoli (urbanistica) e Raffaele Latrofa (lavori pubblici).
Per essere chiari, la vera partita comincia ora. Si deve andare oltre i rendering mostrati finora di come sarà la nuova Arena per passare ai progetti veri e propri. Quelli dove tutto è definito nel dettaglio, al centimetro. Il tavolo di confronto con i soggetti proponenti (Dea Capital Real Estate e Pisa Sc) si chiama Vas, Valutazione ambientale strategica. Correrà in parallelo alla variante urbanistica e in quel contesto le parti interessate (Comune, Dea e Pisa) dovranno rispondere in modo concorde a domande chiave. Ad esempio: quanti posti auto sono necessari nel quartiere per servire lo stadio, che diventerà contenitore di eventi oltre le semplici partite di calcio? Latrofa arriva ad ipotizzare persino la costruzione di un parcheggio multipiano nel parcheggio di via Paparelli per raggiungere il numero necessario. Altro esempio: definire tutto ciò che la questura richiede in materia di sicurezza, a cominciare dalle misure di accoglienza delle tifoserie ospiti. E poi l’impatto acustico, gli interventi per la salvaguardia idraulica ed altro ancora. «Con la Vas tutto dovrà essere stabilito ed alla fine arriveremo ad un elenco di opere ed interventi», dice Latrofa.
Avere l’elenco dettagliato dei lavori nel quartiere, oltre a quelli per il nuovo stadio, è essenziale anche per un altro aspetto che, ad oggi, non può avere risposta precisa: quanto costa il restyling? Come saranno ripartiti i costi? E quanti finanziamenti dovranno essere chiesti ad Invimit e Credito Sportivo, i due soggetti pubblici che si sono detti disponibili a sostenere economicamente il maxi-cantiere?
Per la prima volta Latrofa si sbilancia su qualche scadenza, anche se invita a prendere le date ancora con le molle in attesa del cronoprogramma che dovrà essere definito insieme a Dea e Pisa. «Credo che in sette mesi possano essere completate Vas e variante urbanistica». Un arco di tempo durante il quale la variante dovrà essere adottata dal consiglio comunale, poi si aprirà per legge la fase riservata alle osservazioni, infine la variante tornerà in consiglio comunale per l’approvazione.
Sul versante urbanistico gli uffici comunali hanno lavorato in questi mesi con celerità. «Il Comune ha fatto fino in fondo la sua parte», sottolinea infatti Latrofa. E il pallone così arriva nella metà campo della Dea e del Pisa. «Credo e spero che nel frattempo lavorino per passare dall’attuale progetto preliminare a quello esecutivo». L’assessore fa una previsione o forse, per ora, un auspicio: «Un anno, un anno e due mesi per la prima pietra». —
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