Da Siracusa a Pisa il nuovo prefetto si presenta: «Umiltà e determinazione»
L’arrivo ai primi di dicembre. I temi: sicurezza e mala movida «Coesione e collaborazione per gestire i temi del territorio»
PISA. «Affronterò con la massima umiltà e determinazione tutte le questioni del territorio».
Sono passate alcune ore dalla nomina e il nuovo prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo risponde al Tirreno dal suo ufficio nel palazzo del governo di Siracusa dove era arrivato nel gennaio 2017.
Un legame indiretto lo aveva già avvicinato a Pisa. Per qualche mese è stato commissario del Comune di l’Amalfi, una delle repubbliche marinare con cui si continua a duellare in acqua con le storiche regate rinnovando una pisanità plurisecolare.
Viceprefetto nel 2001, il dottor Castaldo ha lavorato al ministero dell’Interno, per la polizia stradale e poi ha iniziato a girare l’Italia. Nelle caselle del suo girovagare professionale si trovano Imperia, Roma, Amalfi Martina Franca, Reggio Calabria, Siracusa. È stato dirigente dell'area I Attività internazionali e rete degli uffici elettorali delle prefetture, curando le attività relative all'informatizzazione del servizio elettorale dei comuni, al voto degli italiani all'estero ed alle ispezioni, nonché ai rapporti con le autorità estere e organismi internazionali e comunitari.
È stato anche coordinatore al ministero dell'Interno e all'Istat di numerosi gruppi di lavoro in materia demografica e ha svolto numerose docenze nelle Università di Roma, Catania, Bologna e Macerata per Master di primo e secondo livello in servizi demografici e in sicurezza informatica. Alla Scuola Superiore della Polizia di Stato ha tenuto corsi di aggiornamento e formazione per direttivi e dirigenti in materia e sindacale.
Dovrebbe insidiarsi a Palazzo Medici entro la prima settimana di dicembre.
«Sarà una data a breve, devo sentire il ministero – spiega al nostro giornale il nuovo prefetto –. Con Pisa ho rapporti da turista. Ne apprezzo le bellezze, la vivacità culturale e l’esistenza di una grande tradizione universitaria e storica. So che è una provincia molto vivace. Avrò modo di approfondirne ogni aspetto».
Per statuto i prefetti non arrivano con programmi rivoluzionari o destinati a stravolgere la vita delle comunità. In città troverà la mala movida e la diffusione di una microcriminalità che da tempo ha intaccato la qualità della vita di residenti e operatori economici.
Castaldo annuncia di voler «puntare sulla coesione e sulla leale collaborazione con tutte le istituzioni e con il privato sociale. Il mio modello di lavoro è questo: condividere, ascoltare, lavorare insieme e fare sinergie». Un giudizio su Pisa? «Che dire, è bellissima – commenta il prefetto –. Sono onorato e orgoglioso di ricoprire questo incarico e ringrazio il ministero e il ministro in particolare per la nomina. Sono entusiasta e determinato, mi metterò a disposizione del territorio. Spero davvero di fare bene». —
Piero Barghigiani
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