Il Tirreno

Pisa

la previdenza 

Pensioni sotto la soglia dei 780 euro al mese nei comuni pisani ce ne sono quasi 23mila

Francesco Loi

Ecco quanti sono i cittadini che nel 2019 potrebbero ricevere un aumento dell’assegno. Ora l’importo medio è di 437 euro

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Sono quasi 23mila le pensioni sotto i 750 euro mensili nel comune di Pisa ed in quelli limitrofi di Calci, San Giuliano e Vecchiano. Mentre gli assegni d’oro, da 4.500 euro in avanti, si fermano a quota 248. Numeri (dati Inps) che aiutano a tratteggiare un quadro della previdenza nel territorio pisano nel momento in cui tra Roma, governo nazionale, e Bruxelles, vertici europei, resta in atto il braccio di ferro sui conti italiani con al centro anche la quota 100 per la riforma delle pensioni.

Osservando le cifre relative ai quattro comuni sono diverse le considerazioni da fare, premettendo che si tratta della somma delle varie tipologie previdenziali (dalle pensioni di vecchiaia a quelle d’invalidità, fino a quelle di superstite) e che in diversi casi gli assegni si cumulano.

Delle 23mila pensioni che non raggiungono i 750 euro mensili si nota soprattutto che la media è assai più bassa, intorno ai 437 euro, cifra che rende meglio l’idea delle problematiche che molte persone devono affrontare per far quadrare i propri bilanci e far fronte alle proprie necessità. La cifra media sale oltre i 900 euro se si considera il totale delle pensioni che l’Inps eroga ai cittadini dei quattro comuni che abbiamo preso in considerazione.

Proviamo a rapportare questa realtà con le manovre del governo M5S-Lega, che intende mettere mano alle pensioni attraverso l’introduzione della cosiddetta “quota 100” e la rimodulazione degli assegni erogati dall’Inps. L’ipotesi principale è quella che prevede la diminuzione delle pensioni d’oro (quelle sopra i 4.500 euro netti al mese) e l’aumento dei trattamenti minimi a 780 euro. Questo, almeno, è quanto previsto nel documento di programmazione economica che il governo ha inviato in Europa, mentre proseguono con Bruxelles contatti diplomatici, schermaglie e trattative. Intanto l’esecutivo sta meditando di posticipare ad aprile-maggio 2019 sia il reddito che la pensione di cittadinanza.

Facendo qualche semplice conto, considerando l’importo medio delle pensioni più basse e la differenza per arrivare a 780 euro, nel territorio dei quattro comuni pisani sarebbe necessario recuperare un importo di quasi 8 milioni di euro.

Dall’altra parte le pensioni d’oro (oltre i 4.500 euro), che in questi quattro territori sono complessivamente 248, più del doppio rispetto all’intera provincia di Pisa (439), mentre Pisa da sola ne può vantare 183 per una media che tocca quasi i 5.800 euro mensili. Un beneficio che spetta, più o meno, allo 0,20% della popolazione del territorio comunale. —



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