Italia
Il sole “muove” la Torre: d’estate la raddrizza di un millimetro
Pisa, l’oscillazione è sistematica e d’inverno il monumento “recupera” solo in parte l’inclinazione perduta col caldo stagionale
PISA. Si raddrizza d’estate e si inclina d’inverno. La Torre di Pisa ha un segreto: si muove di pari passo con le stagioni. Un po’ come gli alberi che fioriscono e perdono le foglie. Col sole che detta i tempi: da giugno a settembre scaldando il paramento esposto a sud, provocando appunto il raddrizzamento, mentre da ottobre (complice il freddo) il monumento di Piazza dei Miracoli “recupera”, ma non del tutto, l’inclinazione perduta di fronte al via vai dei turisti arrivati per gli ormai tradizionali selfie.
L’oscillazione complessiva fa perdere alla Torre un millimetro l’anno. Questo il saldo del periodo estate-inverno secondo gli esperti. Un saldo comunque infinitesimale rispetto ai quattro centimetri persi negli ultimi 17 anni dopo i lavori di consolidamento, che nel triennio in cui furono effettuati – dal 1999 al 2001 – in realtà avevano già raddrizzato il monumento di altri 41 centimetri, grazie ad alcuni scavi scientifici effettuati nella parte nord, quella opposta alla pendenza. In totale, dal 1999 ad oggi, la Torre pende 45 centimetri in meno. Tanto, ma quanto basta per renderla stabile. Lo ha confermato qualche settimana fa il gruppo di lavoro individuato dall’Opera della Primaziale pisana, l’ente che gestisce Piazza dei Miracoli. Nel comitato di sorveglianza – che ogni tre mesi si riunisce per fare il punto della situazione – siedono i professori Salvatore Settis (che è il presidente), Carlo Viggiani e Luca Sampaolesi, anche se quest’ultimo è stato sostituito dal docente del Politecnico di Torino Donato Sabia.
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Le loro analisi, però, sono possibili solo grazie a due tecnici altamente qualificati, che conoscono il monumento come le loro tasche: l’ingegner Roberto Cela, che lavora direttamente per l’Opera della Primaziale pisana, e il professor Nunziante Squeglia, docente di geotecnica al Dipartimento di ingegneria civile dell’ateneo pisano. Sono loro l’avamposto scientifico di Piazza dei Miracoli. «Durante i lavori a cavallo del Millennio – conferma Cela – facemmo delle prove posizionando una Torre in scala uno a uno dietro al battistero, vicino al camposanto. Un’operazione che ci ha consentito di comprendere al meglio il comportamento del terreno». «Prima degli interventi del 1999 – conferma il professor Squeglia – l’andamento estate-inverno era praticamente opposto. Il sole, scaldando il paramento nord, ora produce un cambiamento di pressione nel terreno che fa sì che la Torre si raddrizzi leggermente. D’inverno c’è un piccolo recupero, che da solo non basta a compensare il raddrizzamento, “fermo” quindi a un millimetro l’anno».
Al millimetro stagionale – come spiegano gli esperti – va aggiunto il resto, cioè il raddrizzamento cercato e provocato dagli scavi di fine millennio. «La pendenza non è stata fissata – aggiunge Cela – e le oscillazioni naturalmente stanno proseguendo. Scavando il terreno nella parte nord, quella dalla parte opposta all’inclinazione, abbiamo causato un rapido raddrizzamento. Era ciò di cui avevamo bisogno e nei primi due anni il tutto è avvenuto molto velocemente, come ci attendevamo. Ora il movimento sta proseguendo in modo molto più lento». A monitorare la situazione ci sono tre pendoli meccanici, collegati con dei grossi cavi a un computer posizionato in un magazzino accanto agli uffici dell’Opera della Primaziale. Un pc normale, in una stanza dove sono ammassati diversi oggetti. Accanto all’armadio dove, appunto, arrivano i fili. Sul monitor grafici e linee temporali confermano scientificamente ciò che dicono Cela e Squeglia; che quei dati li conoscono a memoria. Sono il loro pane quotidiano.
Tuttavia, pisani e turisti possono dormire sonni tranquilli: il monumento non diventerà mai dritto. «Secondo le analisi del comitato di sorveglianza – conclude Squeglia – il moto contrario all’inclinazione si sarebbe dovuto fermare in 15 anni, invece siamo arrivati al diciassettesimo. Questo significa che ormai siamo giunti alla fine di questo percorso da tempo intrapreso e che la pendenza della Torre nei prossimi anni non cambierà in modo sostanziale. Al massimo si potrebbero perdere altri centimetri, ma pochissimi».
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