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Pisa

Schianto mortale in Fi-Pi-Li: l'investitore convinto dal babbo a costituirsi

Pietro Barghigiani
Schianto mortale in Fi-Pi-Li: l'investitore convinto dal babbo a costituirsi

Dopo l'investimento l’automobilista era fuggito. Alla polizia stradale ha detto: «Sono andato via perché ho visto che comunque lo stavano soccorrendo»

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PISA. Sei ore dopo aver travolto e ucciso un pensionato sceso dall’auto per un’avaria, poco prima dell’uscita di Navacchio, ha bussato al commissariato di Pontedera. «Sono io quello dell’incidente mortale in Fi-Pi-Li» è stata la presentazione agli agenti di Antonio Cestari, 39 anni, artigiano di Casciana Terme-Lari. Erano circa le 00,30. Consigliato dal padre, l’automobilista che a una manciata di minuti dalle sette di sera aveva centrato Roberto Ceccarelli, 74enne di San Piero a Grado, si è costituito sapendo di doversi difendere da un’accusa da far perdere il sonno. È indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso. Portato al Lotti di Pontedera per gli esami tossicologici, è risultato negativo al test su alcol e droghe. Nessun alterazione psicofisica. Rimane la contestazione dell’omicidio stradale, anziché colposo, per la violazione al codice della strada.

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Stando a quanto ricostruito dagli investigatori della polizia stradale delle sezioni di Livorno e Pisa, Cestari ha avuto un’immediata consapevolezza di aver investito una persona. «Non ce l’ho fatta a scansarlo» ha confidato agli agenti dopo aver messo fine alla condizione di pirata della strada in fuga durata alcune ore. Quella consapevolezza di aver travolto un pedone viene rafforzata da un altro particolare. Dopo l’impatto con Ceccarelli, sbalzato sulla carreggiata e con la pettorina fluorescente trovata poco distante, Cestari alla guida di una Nissan Navarra ha proseguito per alcune decine di metri. Si è fermato ed è sceso. Ha percorso a piedi il tratto che lo separava dal luogo dell’urto fatale. Si è avvicinato senza farsi avanti. Poi è tornato indietro per risalire sul fuoristrada e tornare a casa uscendo a Navacchio. «Sono andato via perché ho visto che comunque lo stavano soccorrendo» è stata giustificazione fornita agli investigatori che gli chiedevano conto di una fuga che ha aggravato il suo comportamento. Dopo circa un’ora Ceccarelli è morto. Cestari era già arrivato nella sua abitazione a Casciana.

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Trascorso il tempo oltre il quale è svanita la flagranza del reato, a carico dell’automobilista non sono state adottate misure cautelari. La scelta di costituirsi ha anticipato un epilogo che era già nel radar della Polstrada. Sul manto stradale era stata recuperata la calotta di uno specchietto retrovisore laterale lasciata, dopo l’urto, da un fuoristrada. C’erano poi le immagini registrate dalle telecamere lungo quel tratto di Fi–Pi-Li. Il pirata aveva le ore contate. Presentarsi al commissariato ha solo accelerato un’identificazione scontata.

La Nissan Navarra è stata sequestrata e gli investigatori, che stanno cercando altre prove in un quadro già abbastanza definito, hanno ritirato anche la patente all’artigiano. 

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