Gioco
People Mover, i conti sempre più in rosso: potrebbe aumentare il prezzo del biglietto
Circa 600mila passeggeri in meno, si riaffaccia la battaglia dei bus. La concessionaria chiede di rivedere gli accordi
PISA. La Pisamover Spa, concessionaria del servizio di People Mover, ha chiesto al Comune il riequilibrio del piano economico finanziario. Che i conti della navetta stazione-aeroporto potessero essere in rosso non sorprende più di tanto. Era prevedibile. Comunque la concessionaria ha fatto presente questa esigenza al Comune, che ha chiesto tempo fino al 31 dicembre per sistemare la questione. «Come abbiamo sempre denunciato in tutti questi anni si sono verificate in pochi mesi minori entrate dovute ad un numero di passeggeri inferiore al previsto e minori introiti anche dal parcheggio scambiatore», denuncia il consigliere comunale Ciccio Auletta (Diritti in comune), che aggiunge. «A questo punto si tratta di capire concretamente a quanti milioni ammonta la perdita rispetto a quanto era scritto nel piano economico finanziario (Pef) e quali saranno le risposte del Comune rispetto a questa richiesta, e soprattutto se e come vi potranno essere anche ricadute negative sulle casse comunali».
Nei giorni scorsi l’amministrazione ha indetto una selezione per individuare un supporto legale, anche perché finora il responsabile della concessione era l’ex segreteria comunale Marzia Venturi, poi trasferitasi al Comune di Pontedera. «Il supporto specialistico - si legge nell’atto - appare fondamentale per non esporre l’ente a rischi concreti di natura giudiziale ed eventualmente risarcitoria, in relazione ai numerosi obblighi» contenuti nella convenzione con Pisamover, «compresi quelli collegati alla necessità di procedere ai riequilibri del Pef».
Oltre che ai rischi d’impresa, il bilancio precario della Pisamover non può che rimandare alla cosiddetta battaglia dei bus che aveva visto la giunta Filippeschi emettere l’ordinanza di divieto di accesso di fronte al Galilei, imponendo agli autobus privati che collegano Pisa e Firenze di andare ai parcheggi scambiatori sull’Aurelia gestiti dalla concessionaria (con conseguente scelta obbligata a quel punto di usare la navetta). Era insorta Toscana Aeroporti, che grazie agli accordi con le società dei bus introita circa 2,5 milioni di euro l’anno. Soldi che non entrano nei forzieri della Pisamover, la quale lamenta proprio il mancato guadagno derivante dai 600mila viaggiatori (per altri 450mila) che usano il bus e non la navetta rispetto ai 92mila previsti come “tetto” nel Pef allegato alla concessione.
Si dice che i conti del People Mover si terrebbero in equilibrio con 5mila passeggeri al giorno di media, mentre nei periodi di alta stagione la media è intorno ai 4mila: si capisce come quei 600mila siano una fetta della torta praticamente essenziale. Considerando il costo di 2,7 euro a corsa, si può presumere un ammanco che sfiora il milione e mezzo.
È qui che il Comune rischia di doverci rimettere, anzitutto se non dovesse esserci un’intesa sul piano di riequilibrio. Peraltro è la stessa amministrazione che, con la giunta Conti, ha sospeso i controlli della polizia municipale sui bus ai confini dell’area aeroportuale, anche se l’ordinanza resta in vigore. Ma quali margini di manovra ci sono per il riequilibrio? Difficile pensare ad un’estensione della concessione, già molto lunga (oltre 35 anni). La soluzione può essere quindi il rialzo del prezzo dei biglietti, almeno per la corsa occasionale. A meno che la Regione non si convinca ad aumentare il contributo annuo di circa 800mila euro che già corrisponde a Pisamover.
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