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Fi-Pi-Li, l'ingegnere: "L'unica soluzione è la corsia d'emergenza"

Francesco Turchi
Fi-Pi-Li, l'ingegnere: "L'unica soluzione è la corsia d'emergenza"

Dopo l'ultimo incidente mortale si ritorna a parlare dell'inadeguatezza sulla superstrada. Graziani: «Task-force quotidiana con 50 lavoratori ma l’unica soluzione è realizzare la corsia d’emergenza»

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PISA. «Basta un’auto in panne nell’ora di punta per creare 6-8 chilometri di coda a Pisa e addirittura 15 se accade a Firenze. Ogni giorno abbiamo 50 persone impegnate in Fi-Pi-Li, ma senza la corsia di emergenza è impossibile fare più di così. Serviranno grossi investimenti e anni di lavoro, ma è l’unica soluzione». Leonardo Graziani è il responsabile del servizio di global service di gestione e manutenzione dei cento chilometri della Fi-Pi-Li (coi suoi 60 ponti, viadotti e sovrappassi, 65 cavalcavia, 4 gallerie e 30 svincoli), affidato (per 25 milioni di euro più Iva) fino al 30 settembre 2021 al raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla Avr. L’ingegnere ieri mattina ha dovuto affrontare dalla sala operativa di Empoli l’ennesima emergenza. Stavolta per bloccare tutto è bastato un incidente banale, ben diverso da quello tragico della sera precedente: un tamponamento tra tre veicoli in direzione mare, poco prima dell’uscita Pisa Nord Est, intorno alle 8.30. Risultato: 6 chilometri di coda e viabilità secondaria congestionata. E sarà così, ogni volta, fino a quando le istituzioni, guidate dalla Regione (che ha “ereditato” la Sgc dall’Anas nel 2001), non si decideranno a realizzare la corsia di emergenza: «In pochi anni si è assistito a un aumento del 15% del traffico: siamo nell’ordine dei 50.000 veicoli al giorno nel tratto fiorentino, 42.000 in quello pisano e 27.000 in quello livornese. In caso di incidente, occorre tempo per permettere alla polizia di effettuare i rilievi. Prendiamo per esempio l’incidente mortale di lunedì sera – spiega Graziani –.

Era fondamentale repertare tutto ed evitare che un’auto di passaggio spostasse o distruggesse dei pezzi dell’auto pirata. Poi, una volta completate le operazioni, c’è da ripulire la strada». Ma decine di automobilisti si sono lamentati – rivolgendosi anche a Il Tirreno attraverso i social – per la mancanza di comunicazione. Nel mirino, in particolare i pannelli luminosi non funzionanti, che avrebbero dovuto segnalare l’incidente insieme al consiglio di non immettersi in Fi-Pi-Li: «Prima dello svincolo Pisa Nord Est ce ne sono due: quello che si trova venendo da Cisanello è spento da anni. L’altro – per chi arriva dall’Emilia – era regolarmente funzionante. È guasto, invece, quello al chilometro 71 in superstrada, tra Pisa Aeroporto e Navacchio: ma anche se avesse funzionato non cambiava niente, veniva letto da coloro che erano già nella “sacca”. Sui 44 pannelli installati lungo l’intero tracciato, ne abbiamo 6 guasti, per i quali abbiamo chiesto la riparazione, in alcuni casi sollecitandola più volte».. Tornando ai lavori, la Avr destina ogni anno 2 milioni alle manutenzioni (una cifra doppia serve invece per i servizi, dal pronto intervento fino al taglio dell’erba): «Altri interventi straordinari, invece, sono al di fuori del global service. Come ad esempio il rifacimento dell’intero tratto tra Ginestra e Montelupo, che la Regione ha finanziato con 5 milioni di euro». Il cantiere partirà probabilmente a primavera 2019. E non servirà a limitare le code in caso di incidenti. —



 

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