Il Tirreno

Pisa

Olivi bruciati, il Governo “devia” i fondi europei Remaschi: «Privati fuori»

Stefano Taglione
Olivi bruciati, il Governo “devia” i fondi europei Remaschi: «Privati fuori»

Il bando lo farà la Regione e l’assessore all’agricoltura tornerà presto a Calci «Purtroppo è vincolato alle aziende. Agli hobbysti? Le piante. Da Roma nulla»

3 MINUTI DI LETTURA







«Ci aspettavamo soldi dal Governo, non solo dall’Unione europea. Con questo bando, che presto concorderemo con gli enti locali, i privati restano fuori. A loro potremo dare le piante che i vivaisti metteranno a disposizione. Peccato: anche se la disponibilità dei fondi è positiva, dovevamo avere di più. A chi ha perso la casa ora cosa gli diciamo?».

È deluso Marco Remaschi. L’assessore regionale all’agricoltura – che il mese scorso ha fatto visita agli operai forestali impegnati a lavorare sul Monte Serra – attacca il Governo per i soldi mancati. Quelli statali. Perché il decreto che consentirà alla Regione di attivare le misure del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 a sostegno degli investimenti per il ripristino dei terreni agricoli e del patrimonio forestale danneggiati dal rogo, non basta. Gli hobbysti, quindi tutti i privati che hanno visto gli ulivi incenerirsi, restano fuori. Come chi ha perso la casa. «Secondo me riconoscere lo stato di emergenza nazionale era doveroso – continua Remaschi – ma mi limito a prenderne atto, visto che non è materia mia. In questo caso, invece, parliamo di calamità naturali, di soldi per l’agricoltura. Il bando che dovremo pubblicare dopo aver visto il decreto governativo, potrà rivolgersi solo alle aziende. Questo prevede il regolamento. Con i nostri uffici e gli enti locali concorderemo il da farsi. Purtroppo gli hobbysti rimarranno fuori».

Ai privati rimarrà solo la generosità di alcuni vivaisti, diversi del Pistoiese, che hanno in mente di regalare piante e alberi a chi sui Monti Pisani ha perso tutto. In ogni caso – come spiegano gli esperti – la generosità delle aziende toscane andrà gestita con attenzione, visto che introdurre nuova vegetazione potrebbe rivelarsi un boomerang. «Il rimboschimento non va fatto, ma governato – ha spiegato qualche giorno fa, in Comune a Calci, il responsabile dell’antincendio boschivo della protezione civile del Monte Pisano, Fabio Casella – perché altrimenti rischiamo di alterare le nostre valli con piante aliene. Ora la priorità è la difesa del suolo, la sicurezza idrogeologica».

«Vogliamo recuperare il Monte Serra e farlo tornare meglio di prima – continua Remaschi – e per questo dovremo per forza studiare bene i criteri della Commissione europea e incontrare tutti i rappresentanti del territorio. Con loro faremo il punto della situazione e appena decideremo la strada migliore da intraprendere, ne daremo comunicazione ai cittadini». «Non ho mai avuto alcun dubbio sullo sblocco dei fondi agricoli – commenta il sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti – specie dopo l’impegno della Commissione agricoltura. Speravo in risorse nazionali e non solo nell’uso dei fondi europei, che mancheranno altrove in Toscana. Ringrazio il Governo e la Regione per aver studiato questa misura, ma vorrei che le risorse venissero concesse a tutti e non solo alle aziende. Specifico che purtroppo ciò non ha effetti su chi ha perso la casa e sulle risorse che riteniamo necessarie per altri lavori di messa in sicurezza del territorio. Su questi continueremo ad avanzare le nostre richieste pressanti». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web