Italia
«Le opere d’arte o storiche non devono essere smontate»
Sgarbi è intervenuto anche sulle polemiche relative all’idea della giunta di rimuovere parte dell’acquedotto mediceo per far passare la nuova strada
PISA. «Le opere d’arte o quelle storiche non devono essere smontate, ma lasciate lì dove sono state pensate e progettate nella loro collocazione». Anche Vittorio Sgarbi, con qualche parola, interviene sulla vicenda dell’acquedotto mediceo e l’idea dell’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli, sostenuta dal sindaco Michele Conti, di “smontare” un pezzo di acquedotto per far passare la tangenziale nord-est evitando di realizzare un sottopasso costoso ed impattante per il paesaggio.
È anche vero però che il sindaco sta pensando di modificare quanto scritto nella prima versione del suo programma di mandato che, nella stesura definitiva, dovrà essere votato dal consiglio comunale. Ad essere eliminata, ha preannunciato Conti, sarà anzitutto la parola “demolendo”. Ma ad essere riscritto sarà quasi sicuramente l’intero capitolo relativo alla tangenziale introducendo una frase tipo «soluzioni alternative compatibili con il rispetto del bene vincolato».
Ora nel documento del sindaco la questione dell’acquedotto è trattata in due punti. Il primo: «Si dovranno prevedere dei lavori di recupero delle porzioni da tempo compromesse dell’Acquedotto Mediceo con interventi risolutivi da realizzare per successivi lotti nel corso del mandato». Il secondo, quello con il passaggio messo sotto accusa: «Il progetto della tangenziale Nord Est va rivisto principalmente per quanto riguarda l’attraversamento dell’Acquedotto Mediceo. È assurdo realizzare un taglio nel territorio lungo circa 250 metri per sottopassarlo; demolendo tre arcate, con quanto si risparmierebbe se ne potrebbero ricostruire almeno 10 di quelle ora mancanti e consolidare il resto oggi dissestato». —
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