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Lettera aperta a Sgarbi: «Ecco chi è Buscemi»

Lettera aperta a Sgarbi: «Ecco chi è Buscemi»

Il comitato Giallo Pisano, che da tempo contesta la nomina dell’assessore, mette in guardia il critico d’arte: «Anche la sua firma per farlo dimettere»

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PISA. «Stimato Vittorio Sgarbi, ci è giunta notizia del suo arrivo nella nostra città. Sebbene la sua presenza in città ci faccia molto piacere, siamo costretti come cittadinanza attiva a informarla che questa visita è “guastata” dal personaggio che l’ha invitata e che siederà accanto a lei durante la conferenza; stiamo parlando dell’assessore alla cultura di Pisa, Andrea Buscemi».

Comincia così la lettera inviata al critico d’arte dal comitato Giallo Pisano, recentemente nato per sostenere la richiesta di dimissioni nei confronti dell’assessore alla cultura di Pisa in relazione alle vicende che lo hanno visto coinvolto in un procedimento per stalking a danno della sua ormai ex compagna. Una lunga lettera aperta nella quale si mettono in fila i motivi per i quali Sgarbi non dovrebbe partecipare a una iniziativa promossa da Buscemi.

Il critico d’arte oggi sarà in città (alle 17 in sala delle Bleari), così è stato annunciato nei giorni scorsi, per un evento dedicato al murale di Keith Haring “Tuttomondo” . «Lei ha scritto - si legge nella missiva di Giallo Pisano - che “Haring, come Andy Warhol, ha voluto creare uno stile universale che fornisse un’adeguata dimensione al mondo contemporaneo”. Lei sa che a Pisa si trova una delle opere più conosciute dell’artista newyorkese, una vera e propria esplosione di colori, di pace e di vitalità. Ciò di cui lei probabilmente non è a conoscenza è che dopo che lei aveva pubblicato articoli su questo artista riconoscendone la sua fondamentale importanza nel panorama artistico Novecentesco, Andrea Buscemi ha definito Tuttomondo “modestissimo e banalissimo murale di ispirazione metropolitana” nel suo libro “Rivoglio Pisa – Istruzioni d’uso per un sindaco” (Eclettica Edizioni, 2018). Sfogliando quel libro troverà altre affermazioni a dir poco kitsch e antistoriche». Il suggerimento dei rappresentanti del comitato a Sgarbi è chiaro: può un critico d’arte come lui partecipare a un evento con Buscemi vista la “distanza” delle opinioni su Haring?

Ma non è tutto. La lettera riporta in primo piano le vicende giudiziarie dell’assessore, motivo principale della battaglia per le sue dimissioni. Dalle origini fino alla sentenza di secondo grado che si è chiusa con una prescrizione. «È stato più volte ricordato che “Prescrizione non è assoluzione” - scrivono i rappresentanti del comitato - e che Buscemi è stato ritenuto colpevole di atti tipici dello stalker come sms minatorie, pedinamenti, appostamenti, reclutamento di investigatori privati al fine di terrorizzare la vittima, insulti come "troia infinita" e "vomito di cane", violenza psicologica e fisica ai danni non solo della donna perseguitata, ma anche di parenti della vittima e di un'altra compagna dell'imputato (come risulta in una sua testimonianza al processo in primo grado). Per questo è stata lanciata una petizione su Change.org che ha presto raggiunto quasi 45.000 firme per chiederne le dimissioni. Varie figure istituzionali hanno aderito alla protesta firmando la petizione; tra queste ci piace ricordare Vera Vigevani Jarach (ebrea di nazionalità italiana fuggita alla Shoah e madre di Plaza de Mayo), la deputata Mara Carfagna (FI) e la ministra Giulia Buongiorno (Lega)». Firme alle quali, si augura il comitato, possa aggiungersi anche quella di Sgarbi la cui «figura professionale, intellettuale e politica» rischierebbe di essere «intaccata dalla complicità con un assessore responsabile di stalking che in più potrebbe usare lei e ciò che rappresenta come strumento per far normalizzare e dimenticare ciò che ha compiuto e scritto». 

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