Sicurezza
Sguardo di vicinato Anche il Litorale si organizza per la sicurezza
La presidente del Centro commerciale naturale Rindi invita tutti a iscriversi Nerini: «Occorre tenere conto delle differenze dei territori»
MARINA. Tra pochi giorni lo “sguardo di vicinato” diventerà realtà anche sul litorale. Infatti, al termine dell’assemblea cittadina che si è tenuta martedì sera al circolo Acli a Marina, la presidente del Centro commerciale naturale Simona Rindi che, a nome del Ccn e insieme a Confesercenti ha organizzato l’assemblea, ha invitato chi fosse stato interessato a far parte del comitato, a lasciare i propri nominativi in modo da attivare la chat al più presto.
I promotori hanno sentito la necessità di avviare questo percorso a seguito dei ripetuti furti e atti vandalici che si sono verificati nel corso del tempo e anche ultimamente. A illustrare ai cittadini che cos’è lo “sguardo di vicinato”, come funziona e a rispondere alle domande che si sarebbero levate dall’assemblea, c’era il responsabile delle volanti della questura, Fabrizio Valerio Nocita, che ha chiarito subito che lo “sguardo di vicinato” non è fare delle ronde o comportarsi come sceriffi, ma si tratta sostanzialmente di osservare e riferire. Soprattutto si tratta di tornare ad essere una comunità dove le relazioni umane hanno nuovamente un peso, fatte di piccole confidenze che scacciano l’indifferenza a cui ci siamo abituati.
Ma, come ha sottolineato anche il comandate della polizia municipale del litorale Alessandro Novi, Marina non ha mai smesso di essere una comunità e attuata già da tempo, anche se non in modo strutturato. Il primo comitato di “sguardo di vicinato” è nato a Riglione e poi si è diffuso a Putignano. Ora è anche in città e si sta trasformando in un’associazione.
Ma come funziona? Prima di tutto si individuano le persone e al proprio interno, colui che raccoglie maggiormente la fiducia della gente, ne diventa il referente presso le autorità. Il referente deve anche saper distinguere tra le varie segnalazioni quelle che hanno un reale fondamento. Tutto avviene nel più totale anonimato e dalla chat devono essere tenute fuori questioni politiche e partitiche. Dalla platea è stato sollevato anche il problema della percezione dell’insicurezza, che magari potrebbe essere attenuta con l’istallazione di telecamere e Nocita infatti ha convenuto che il degrado urbano aumenta la sensazione di insicurezza. Però, come ha sottolineato nel suo intervento il consigliere comunale (Noi Adesso Pisa) Maurizio Nerini, è necessario tenere presente che Marina, Tirrenia e Calambrone sono tre realtà differenti e che quindi dovranno essere individuati altrettanti referenti per ciascuno dei territori. —
Donatella Lascar
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