Gioco
Scontro politico sulla Giornata contro la violenza sulle donne
Olivia Picchi (Pd): «Non andrò alle iniziative del Comune, per loro è solo un impegno istituzionale da assolvere»
pisa. Un tema che divide anziché unire. E divide soprattutto le donne: quelle che governano la città da quelle che sono all’opposizione. Il 25 novembre, Giornata contro al violenza sulle donne, che in città sarà celebrata con alcuni eventi promossi dal Comune in particolare sabato, diventa a Pisa terreno di scontro. E non è la prima volta che accade parlando di politiche di genere. Da mesi, ormai, la Casa della Donna in città chiede le dimissioni dell’assessore alla cultura perché coinvolto in una vicenda di stalking. La scorsa settimana i movimenti Lgbt erano in piazza contro l’uscita del comune dalla rete regionale contro le discriminazioni Ready. E ieri ancora la Casa della Donna ha preso le distanze dal Comune sul progetto per l’apertura di una “casa per i padri maltrattanti”. Adesso – e anche per questi motivi – succede che la consigliera comunale Pd, Olivia Picchi, invitata dalla vicesindaco Raffaella Bonsangue alle iniziative “Contro la violenza sulle donne” dica di no con «un riso amaro» scrive in una nota mandata ai giornali. «Le ho comunicato che non avrei partecipato. Non amo le ipocrisie, non intendo avallare un’iniziativa che è solo, per questa amministrazione, un impegno istituzionale da assolvere» aggiunge. E giù con l’elenco delle “mancanze” o “errori” in termini di scelte politiche per la tutela delle donne e non solo. «Ci troviamo di fronte a un’amministrazione che ha scelto una persona a cui sono stati riconosciuti il reato di stalker e di reati persecutori contro una persona. Ci troviamo di fronte ad un’amministrazione che ha respinto due mozioni sul “contrasto alla violenza sulle donne e per la promozione di una parità di genere” . Ci troviamo di fronte ad un’amministrazione che è uscita dalla rete Ready e che ha respinto una mozione sulla “promozione di una cultura contro gli stereotipi e per l’educazione alle differenze” ». Picchi punta il dito contro l’amministrazione perché «non perde occasione per discriminare i deboli e gli ultimi» e ancora perché «minaccia la Casa della Donna e “tutte quelle associazioni che non si allineeranno” » e che «nel suo programma di mandato dedica alle pari opportunità 2 righe e mezzo a pagina 25, citando intanto solo le donne (come se le discriminazioni si fermassero lì) e riferendosi solo all’art 51 della Costituzione che si occupa esclusivamente dell’accesso ai pubblici uffici. Ci troviamo di fronte ad un’amministrazione che per le “politiche di tutela alla genitorialità” , udite udite ben 8 righe e mezzo, si prefigge di prevedere residenze per i padri violenti lasciando le madri ed i figli nella casa di origine, togliendo loro in questo modo la tutela delle case rifugio e dell’anonimato. Ci troviamo di fronte ad una giunta che fa della violenza e della discriminazione il proprio modus operandi».
«No cara Assessora – conclude Picchi –, la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne non è un convegno da fare, è un monito che devono seguire tutti e a maggior ragione chi rappresenta le istituzioni. Se a questa amministrazione basta uno striscione per lavarsi la coscienza per me non è così, per me quello striscione è l’ennesimo pugno nello stomaco».
La risposta della vicesindaco non si è fatta attendere. «È vero che ho invitato Olivia Picchi all’iniziativa come ho fatto con tutte le consigliere e i consiglieri di Pisa – spiega Raffaella Bonsangue - e devo dire che non mi ha risposto e sì, ha sorriso ma francamente non posso interpretare quel sorriso come amaro o dolce. Mi dispiaccio invece delle sue dichiarazioni e per la sua volontà di non partecipare. E contesto la sua tesi, il fatto che questa amministrazione e le iniziative promosse da me come assessore alle apri opportunità non siano altro che un impegno istituzionale: non è così per me né per l’amministrazione. Respingo con forza le sue accuse e me ne dispiaccio. Al di là delle appartenenze politiche e del confronti più o meno accesso tra le parti vorrei rimarcare che le finalità delle iniziative da noi promosse sono ben altre e per questo, pur rispettando la scelta di Olivia Picchi, non credo che le sue siano motivazioni sufficienti per non esserci».
La vicesindaco difende anche lo striscione che l’amministrazione ha voluto esporre all’esterno di palazzo Gambacorti: «Lo striscione non è un pugno nello stomaco, non c’è riferimento ad alcuna appartenenza politica e non fa altro che rimarcare, con i colori scelti dall’Onu per la ricorrenza del 25 novembre, il nostro no alla violenza contro le donne».
«Confido che Olivia ci ripensi - conclude la vicesindaco pisana - e sabato sia con noi a prescindere dalle legittime contestazioni sul piano politico». —
Valentina Landucci
v.landucci@iltirreno.it
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