Italia
La ricetta del guru Busquets «Pisa ha una fortuna: l’Arno»
A Palazzo Blu il docente ad Harvard invita la città a sfruttare di più il fiume «Dal porto all’aeroporto e alla ferrovia avete tutto per una vita confortevole»
pisa. «Pisa deve investire di più su quello che ha e che non sfrutta come il fiume Arno e la ferrovia».
Lo dice il catalano Joan Busquets, uno dei più grandi e rivoluzionari urbanisti a livello mondiale e docente da 20 anni alla Harvard University.
L'urbanista propone per Pisa un modello che ha riscosso un grande apprezzamento a Toulouse la città francese che è attraversata dal fiume Garonne e che ha un numero di abitanti assimilabile a quello di Pisa.
«All'inizio - dice Busquets - il fiume di Toulouse era considerato una minaccia. Non era navigabile. Era vuoto. Noi abbiamo dimostrato che era tutt'altro e si è sviluppato un sistema di mobilità adatto. Il fiume come via d'acqua si è dimostrato vincente tant'è che ora si presenta il problema opposto e cioè che tutti vogliono usare il fiume».
Dopo il paragone con la Garonne, il professore harvardiano aggiunge: «L'Arno è stato la dorsale di Pisa nei secoli e deve tornare ad esserla. La sua spina dorsale va rinforzata e sfruttata».
Un'idea del genere e cioè del fiume come ganglio di una mobilità sostenibile, non era lontana da quella dell'ex presidente della Navicelli Spa, Giandomenico Caridi.
Sempre su Pisa, Bousquets parla di «confort della mobilità» e spiega: «Il vero confort per un cittadino che vive in città medio piccole come Pisa è quello di poter scegliere ogni mattina se usare la bicicletta, il treno o un altro mezzo pubblico. Non è «confortevole» per lui, l'uso solo dell'auto. Auto che domina i paesaggi artistici, monumentali ed urbanistici delle città. E a tal riguardo, l'urbanista mostra una foto scattata poco prima della sua lectio magistralis, in piazza San Felice di Nola adiacenza Borgo Stretto, una piazzetta rinascimentale "sovrastata" da auto e furgoni parcheggiati a casaccio come coriandoli. La sala di Palazzo Blu dove Busquets ha tenuto la sua lezione era pienissima. E Marta Ciafaloni funzionario della Soprintendenza e vice presidente dell’Ordine degli architetti, ha presentato l'urbanista come colui che nella su attività «fa interventi amichevoli, flessibili, mai dogmatici per cercare il consenso dell'ambiente sociale in cui va ad intervenire. Lui costruisce le città per chi le abita, per il popolo, per la società».
Ma dal dire al fare, qui in Toscana, c'è di mezzo un porto quello di Viareggio perché il grande urbanista si è trovato davanti alla burocrazia italiana ed ai tribunali del Consiglio di Stato ed il suo progetto del nuovo approdo turistico della Madonnina per circa 80 imbarcazioni, è congelato da anni.
Ritornando a Pisa, Bousquets alla fine conclude dicendo: «Pisa è fortunata: ha aeroporto, porto, ferrovie ed un fiume che la attraversa. Ha tutto per rendere la vita dei suoi cittadini confortevole». —
Carlo Venturini
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