Sicurezza
Nuovo direttore generale di Cisanello: ecco chi sono i favoriti
Pisa, questi i nomi della “rosa” indicata dalla Regione per la nomina a direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria
PISA. La corsa ad una delle poltrone più ambite della sanità toscana è agli sgoccioli. Declinando il tutto in termini ciclistici, si può benissimo affermare che per la nuova direzione generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (e quindi del policlinico di Cisanello) è cominciata la fuga di un drappello di sette, che ha “staccato” il gruppone di 44 avviandosi verso la volata finale in vista del traguardo.
Sulla base di “rumors” fiorentini, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, sentito ovviamente il rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella, dovrebbe decidere entro i primi venti giorni di dicembre, rendendo noto il nome di colui che prenderà il posto di Carlo Rinaldo Tomassini, già direttore generale dell’Aoup e dallo scorso 19 marzo nominato commissario dell’Azienda. Lo è tuttora, in attesa della designazione, che, per legge, deve esser fatta entro dieci mesi dall’insediamento del commissario. Il termine, quindi, è quello del 19 gennaio 2019. Da parte del governatore una prima selezione rispetto alle domande pervenute tramite bando c’è già stata.
E a giocarsi la partita finale, da circa 150mila euro all’anno (questo il compenso per l’incarico), sono rimasti sette manager. Sono quelli che fanno parte della cosiddetta “rosa di idonei alla nomina”. Tra le perplessità generali ne fa parte anche Luca Bianciardi, che ha accumulato esperienze a Livorno, Siena, Firenze (Careggi), Salò (Brescia), Prato, dove ha ricoperto il ruolo di direttore sanitario del locale ospedale, e, soprattutto, Bologna, città in cui per tre anni è stato direttore sanitario del “Rizzoli”. Una figura dalle indubbie capacità, a cui deve essere associato un “ma”, sfuggito forse ai selezionatori della Regione. Bianciardi è infatti il compagno di Monica Calamai, che, in qualità di direttrice dell’assessorato alla Salute della Regione, ha partecipato alla nomina dei membri della commissione che ha poi “partorito” la rosa dei sette.
Nel caso in cui il presidente Rossi dovesse decidere per Bianciardi quale nuovo direttore generale di Cisanello, Calamai si calerebbe in una posizione piuttosto scomoda: in virtù delle competenze assegnatele, compresa quella di uno stretto controllo sui direttori, si ritroverebbe a dover controllare il suo compagno.
Insieme a Bianciardi, concorrono al ruolo di direttore generale dell’Aoup Silvia Briani, già a Cisanello nella carica di direttore sanitario, il livornese Luciano Ciucci, attuale direttore amministrativo della Fondazione “Monasterio” per la ricerca medica e di sanità pubblica, il siciliano (originario di Catania) Antonio D’Urso, 56 anni, ex direttore generale dell’azienda Usl di Lucca e attualmente al vertice della direzione sanitaria dell’Azienda Ospedaliera di Sassari, Edoardo Michele Majno, 62 anni, veterano della sanità toscana, coordinatore della programmazione dell’Area Vasta ed ex direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi, Carlo Milli, 47 anni, già all’Aoup come direttore amministrativo e aspirante al grande salto, Paolo Marchese Morello, direttore generale dell’Asl Toscana Centro, già direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Le Scotte” di Siena ed ex presidente dell’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani, Giorgio Giulio Santonocito, 50 anni, commissario dell’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione “Garibaldi” di Catania, Thomas Schael, per due anni (dal 2011 al 2013) direttore della Fondazione Opera San Camillo per il risanamento dell’ospedale “San Camillo” di Forte dei Marmi, Enrico Volpe, cinquantenne originario della provincia de L’Aquila, direttore amministrativo dell’Aou di Siena e con un passato da direttore amministrativo dell’Asl Toscana Centro.
Sette nomi per una “poltronissima”. Ovviamente, c’è chi ha più chance di altri. Il presidente Rossi sembra stia valutando concretamente di affidare la direzione dell’Azienda pisana ad un “forestiero” e in questo caso la scelta è pronta a cadere su Antonio D’Urso. Se, viceversa, la rotta venisse puntata su un candidato interno, potrebbe allora essere nominata Silvia Briani.
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