Il dolore
Il prefetto Romeo: «Illegalità tollerate per troppo tempo»
Il prefetto reggente Romeo spiega il cambio di passo dei controlli in città: basta con la prevenzione, serve solo repressione
PISA. In tanti si sono fatti la stessa domanda dopo averlo ascoltato ieri pomeriggio nella sede di Confcommercio, in occasione della giornata nazionale "Legalità mi piace!". Ma perché, a Palazzo Medici, c’è sempre da ripartire da zero, con un nuovo prefetto a scadenza che arriverà nei prossimi mesi e che se ne andrà al massimo nel 2021, e non beneficiare dell’esperienza e della conoscenza della città e della provincia del vicario, ora reggente, Valerio Massimo Romeo? Uno dei misteri della politica e della burocrazia italiane.Il dottor Romeo ha affermato quello che la stragrande maggioranza dei pisani pensa da tempo e che il centrosinistra, il Pd in particolare, non ha mai voluto ascoltare gettando le fondamenta per la costruzione della maxi sconfitta elettorale. Più volte la precedente amministrazione ha infatti parlato della sola percezione d’insicurezza, che non avrebbe coinciso con la realtà, documentata dalle statistiche ufficiali che non testimoniavano sensibili incrementi di reati. «Le statistiche - ha detto il prefetto reggente - lasciano il tempo che trovano, esattamente come i paragoni che sono stati fatti e vengono fatti con realtà italiane ben più delicate di Pisa sotto il profilo della criminalità. A chi vive e frequenta Pisa sta a cuore la città di Pisa. Punto e basta. E a Pisa, nonostante non esista una criminalità strutturata, organizzata, abbiamo assistito negli ultimi anni ad un crescendo di illegalità diffusa, a cui non è stato risposto con strumenti sufficienti e adeguati per stroncare sul nascere certi fenomeni. Tutti possono essere d’accordo sul fatto che in un ambiente in cui si rispettano le regole si vive meglio. Ecco, Pisa ha bisogno di questo. Che le regole vengano ripristinate e rispettate».Secondo Romeo, che ha parlato di fronte al questore Paolo Rossi, al comandante provinciale dei carabinieri Nicola Bellafante, a quello della guardia di Finanza Giancarlo Franzese e a quello della polizia municipale Michele Stefanelli, è finito il tempo della prevenzione. Per Pisa è arrivato il tempo della repressione. Ed ecco spiegati gli ultimi provvedimenti per combattere il fenomeno dell’alcol abusivo venduto oltre le 24 nelle serate della movida studentesca e per far rispettare la legge all’interno dei minimarket gestiti da stranieri. «Se in passato - ha sottolineato Romeo - ci fossero stati maggiori e più efficaci controlli, ora non ci ritroveremmo in questa situazione. Pisa è stata abbandonata negli ultimi anni ed occorre ora restituirle il ruolo di alta dignità che le compete attraverso un’energica azione delle forze dell’ordine e una totale condivisione di intenti tra loro e la prefettura».A Confcommercio sta particolarmente a cuore la lotta ai venditori abusivi e alla contraffazione che sconfina puntualmente nella concorrenza sleale. Romeo non si è tirato indietro nemmeno su questo fronte: «È decisamente brutto - ha detto - vedere i bancarellai, che sono venditori ambulanti regolari, costretti a star fuori dalle mura di Piazza dei Miracoli, e, nel contempo, gli abusivi vendere la loro merce all’interno del perimetro delle stesse mura. Le azioni di controllo e le misure sanzionatorie dovranno aumentare. Anche sui treni, perché la maggior parte di loro arriva in città con la ferrovia».
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