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I sindacati della municipale «Pisa? Un set di Tarantino»

I sindacati della municipale «Pisa? Un set di Tarantino»

Affondo della Cisl: «Per contrastare lo spaccio rivedere la selezione degli agenti» E intanto Sgb chiede al sindaco Conti di non usare i vigili per l’ordine pubblico

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PISA. «Svolgere servizi notturni di polizia, a Pisa, è diventato pericoloso. Ma l’amministrazione non è ancora corsa ai ripari, magari riorganizzando totalmente il progetto “Pisa città sicura”, ai quali gli operatori della municipale aderirono molto tempo fa, un tempo lontano quando le criticità notturne erano esclusivamente rappresentate da interventi di mera polizia o infortunistica stradale. Oggi non è più così: la pattuglia esce di notte e interviene nelle zone dello spaccio di droga, una rissa oppure un regolamento di conti tra pusher che generalmente finisce a bottigliate oppure a coltellate, scene di ordinaria follia che non appartengono a un film di Quentin Tarantino ma alla realtà di Pisa».

A dirlo è il sindacalista della Cisl Funzione pubblica e agente della polizia locale di Pisa, Massimiliano Rugo, che dopo l’aggressione ai due vigili urbani in largo Ciro Menotti di lunedì scorso chiede al Comune «una selezione di personale specializzato per poter intervenire in modo efficace». «Il set non è cinematografico – continua il rappresentante dei lavoratori – ma reale e tutto si svolge nei pressi della stazione, sul Ponte di Mezzo, in piazza delle Vettovaglie o in Borgo Stretto. Interventi che richiedono una selezione di personale specializzato da individuare tra gli appartenenti al corpo, non necessariamente su base volontaria. Riorganizzare il “Progetto Pisa città sicura” significa selezionare e specializzare chi, tra gli operatori, ha l’attitudine e i requisiti psicofisici per intervenire sugli spacciatori, su un incidente mortale oppure su un passo carrabile, criticità diverse con approcci diversi, dove nessuna di queste è più importante rispetto all’altra. Riorganizzare il progetto – continua Rugo – significherebbe garantire la sicurezza dei lavoratori della polizia municipale e dei cittadini, alzando concretamente il livello di professionalità e l’incisività risolutiva degli interventi eseguiti sul territorio».

Sul tema è intervenuto anche il Sindacato generale di base. «L’illuminante lettura del programma di mandato del sindaco Michele Conti induce ad alcune riflessioni – scrive in una nota – peccato che la gran parte del panorama politico, culturale e sindacale sia silente rispetto all’utilizzo della polizia municipale a fini prevalentemente di ordine pubblico, nel rispetto non solo di ordinanze imbarazzanti (a dir poco) come quelle riguardanti il centro storico, ma di una visione securitaria che ormai accomuna gran parte dell’arco parlamentare. La polizia municipale noi vorremmo utilizzarla soprattutto ad altro fine, per esempio contro l’abusivismo edilizio e il lavoro nero, nei quartieri periferici. La polizia municipale – continua il sindacato nel suo comunicato – per gli enti locali in generale non è più una delle risorse dell'amministrazione, ma è divenuta vero e proprio “strumento” utilizzato dai politici di turno per perseguire i propri obiettivi, indipendentemente dalle funzioni attribuite dal nostro ordinamento. Così accade che l’amministrazione, ignorando le reali competenze degli agenti locali, invece di rivolgersi a prefettura e questura decide di impiegare gli agenti per l’ordine pubblico, dimenticando che il Comune non è il soggetto preposto alla tutela di questo. Si tratta di competenze – concludono i rappresentanti dei lavoratori – banalmente stabilite dalla nostra Costituzione». —

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