Il dolore
Gerardo Maria, ecco cosa racconta la consulenza
I tre firmatari della relazione «non ritengono che siano ravvisati elementi di censura che possano configurare colpa professionale»
PISA. «Non si evidenziano elementi di responsabilità». E, ancora, «non riteniamo che si possano riscontrare responsabilità penali nei comportamenti sanitari di medici e infermieri». Oppure «non riteniamo che siano ravvisabili elementi di censura che possano configurare colpa professionale».
Come anticipato dal Tirreno nell’edizione di ieri, la consulenza dei tre professionisti, incaricati dal magistrato titolare dell’inchiesta sulla morte del bimbo di 2 mesi Gerardo Maria caduto dalle braccia del padre, “scagiona” i quindici indagati che, a vario titolo, sono finiti sotto accusa per omicidio colposo.
La relazione firmata dal medico legale Gaetano Buonocore con il neonatologo Roberto Paludetto e l’anatomopatologo Vincenzo Iorio solleva da ogni responsabilità il personale medico e anche il papà del piccolo.
Per il padre i consulenti scrivono che «si ritiene si sia trattato di una drammatica fatalità senza che si evidenzino elementi di responsabilità».
Il piccino a cui in cucina aveva dato il latte con il biberon gli era poi scivolato dalle braccia mentre lo stava cullando.
Era la fine di maggio, un sabato sera. La corsa in ospedale e la speranza coltivata in una notte di preghiere. Con un epilogo tragico.
Ogni figura professionale viene presa in esame dal collegio di consulenti. E per ognuna l’assenza di responsabilità viene messa nero su bianco. Dal personale che aveva preparato l’eliambulanza al medico del 118, dal neurochirurgo al neuroradiologo, dai medici del Meyer ai neonatologi del Santa Chiara. Una drammatica fatalità e per il piccolo Gerardo Maria non c’è stato niente da fare. —
P.B.
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