Il Tirreno

Pisa

Bimbo morto a due mesi: nessuna responsabilità per il babbo che lo teneva in braccio

Pietro Barghigiani
Il sostituto procuratore Flavia Alemi
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Il sostituto procuratore Flavia Alemi

Pisa, la consulenza dei tre esperti nominati dal magistrato esclude negligenze anche a carico del padre: il piccino gli cadde dalle braccia mentre lo stava cullando

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PISA. Nessuna responsabilità del padre, né del personale sanitario che nella filiera di visite e cure ha avuto a che fare con il piccolo Gerardo Maria.

La sintesi della consulenza medica disposta dal magistrato titolare dell’indagine sulla morte di un bimbo di 2 mesi caduto dalle braccia del papà nel maggio scorso, esclude una colpa professionale nei comportamenti del genitore, «drammatica fatalità» scrivono nel documento, e di chi ha seguito il bimbo deceduto per le lesioni provocate dall’impatto con il pavimento.

È stata depositata la relazione sottoscritta dai tre professionisti nominati dal sostituto procuratore Flavia Alemi, il medico legale Gaetano Buonocore, il neonatologo Roberto Paludetto e l’anatomopatologo Vincenzo Iorio.

I tre hanno lavorato in questi mesi utilizzando i dati contenuti nelle cartelle cliniche e gli esiti di autopsia ed esame istologico sui campioni cerebrali del piccolo.

In oltre ottanta pagine, i consulenti hanno sviluppato un’analisi sulle cause del decesso arrivando alla conclusione che non può essere imputata a negligenza o imperizia delle persone indagate (medici, infermieri, radiologi, personale dell’elisoccorso, anestesisti), l’origine della morte del bimbo di appena due mesi.

Lo studio è una base solida che valuta ogni singolo comportament dalla caduta ai soccorsi e per tutte la degenza del bimbo, dalla quale la Procura dovrà partire per le prossime iniziative da adottare, dalla richiesta di archiviazione all’avviso di chiusura delle indagini con successiva volontà di andare a processo.

Sono in tutto quindici gli indagati per omicidio colposo (quattordici oltre a Daniele Di Stefano, il padre, come atto dovuto). Si tratta di medici dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, di due del Meyer e di uno del 118. Tutti quelli che hanno visitato il piccolo, ad eccezione dei colleghi del centro pediatrico fiorentino che avrebbero invece visto la Tac a distanza.

Il piccolo è sepolto nel cimitero di Vallo della Lucania (Salerno), paese originario della mamma, operatrice sanitaria a Cisanello.

Il padre, residente a Pisa, psichiatra in servizio all’ospedale di Empoli, era in cucina a dare il latte con il biberon al bimbo (il fratellino gemello era in un’altra stanza con la madre, ndr) quando in un istante tragico il piccino gli cadde dalle braccia mentre lo stava cullando finendo a terra.

L’arrivo dell’ambulanza, la corsa in ospedale. La speranza di una ripresa che nel giro di qualche ora si è spenta facendo precipitare i genitori nella disperazione più assoluta.

Ora la consulenza medica che affida al destino e non all’errore umano la sorte segnata di Gerardo Maria. —




 

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