Il dolore
Il Comune pensa a un rifugio per chi maltratta le donne
la polemicaUna casa per uomini maltrattanti. È uno dei punti del programma di mandato del sindaco leghista pisano, Michele Conti, approvato nei giorni scorsi in consiglio comunale e che ha fatto...
la polemica
Una casa per uomini maltrattanti. È uno dei punti del programma di mandato del sindaco leghista pisano, Michele Conti, approvato nei giorni scorsi in consiglio comunale e che ha fatto infuriare la Casa della donna.
L'associazione femminista ha definito la misura «inutile e pericolosa per le donne maltrattate e i loro figli».
Nel testo al paragrafo "Politiche di tutela alla genitorialità", Conti scrive: «Nel caso di padri maltrattanti si dovrà invertire la tendenza per cui le madri e i figli sono costretti a trasferirsi in case rifugio e saranno pertanto previste residenze nelle quali trasferire» gli uomini consentendo alle vittime di abusi di restare presso il proprio domicilio.
Una soluzione pensata per ridurre, «soprattutto per i bambini, le cause di disagio e di stress».
Tesi ritenuta inaccettabile dalle femministe: «Tutte le legislazioni, convenzioni e linee guida nazionali e internazionali - sottolinea Carla Pochini, presidente della Casa della donna - prevedono che in caso di gravi maltrattamenti le donne e i minori vengano allontanati dal maltrattante e ospitati in una casa rifugio a indirizzo segreto proprio per garantirne la sicurezza ed evitare che il maltrattante possa reiterare le violenze. A Pisa, invece, caso unico al mondo, il sindaco vuole aprire una casa di accoglienza per uomini maltrattanti e lasciare donne e bambini alla mercé dei propri carnefici. La vergognosa nomina di Andrea Buscemi (l'assessore alla Cultura coinvolto in una vicenda di stalking, ndr) non bastava, adesso addirittura il sindaco vuole mettere a rischio la vita delle donne e dei bambini».
La coordinatrice del centro antiviolenza pisano, Giovanna Zitiello aggiunge: «Le case rifugio, 55 in tutta Italia, sono l'unico luogo davvero protetto dove le donne maltrattate e i loro bambini possono salvarsi dalla violenza omicida di mariti e padri. Ci appelliamo a tutti i consiglieri comunali affinché chiedano il ritiro di questa proposta senza senso».
L’assessore alle Politiche socio-educative Rosanna Cardia spiega e difende la proposta: «Non è la prima volta che in Italia si parla di misure per padri maltrattanti, sinceramente mi sorprendono queste reazioni più prevenute da elementi di carattere ideologico che non dall’autentica volontà di affrontare e risolvere i problemi. Sorprende ancora di più il fatto che la proposta di una casa per uomini violenti sia definita ‘inutile e pericolosa’ da parte di un’associazione che collabora strettamente con l’associazione “Nuovo Maschile” di Pisa per offrire un servizio di ascolto rivolto proprio a uomini autori di violenza. Un provvedimento del genere intende tutelare in primo luogo il minore. Tra l’altro, non è facile nemmeno per la madre gestire la relazione con i bambini in caso di allontanamento dalla casa familiare. Alla base della nostra proposta c’è il fatto che esiste un’ampia tipologia di maltrattamenti fisici e psicologici da parte di uomini che, in alcuni casi, possono essere individuati e recuperati prima che sfocino in episodi di violenza. Per questo ci prefiggiamo come obiettivo anche quello di attivare politiche per la rieducazione dell’uomo maltrattante». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google