Sicurezza
Festa a sorpresa dei pendolari per il capotreno che va in pensione
Pisa, capotreno da 40 anni in servizio sulla solita linea dà l’addio al microfono e riceve l’abbraccio collettivo dei passeggeri
PISA. «Buongiorno, tra pochi minuti arriveremo nella stazione di Genova Piazza Principe. Oggi è l’ultima volta che “scorto” questo treno. Auguro a tutti di raggiungere questo traguardo, ma prima di me».
Mentre decine di pendolari, assonati e pensierosi, cercavano di scrutare dal finestrino particolari mai osservati di quel paesaggio diventato compagno di viaggio, il capotreno ha afferrato il microfono di bordo e con voce squillante ha risollevato gli animi delle decine di viaggiatori annunciando il suo pensionamento.
Una “comunicazione di servizio” che ha trasformato la monotonia del viaggio in una piccola festa. Di arrivederci e non di addio. Sì, perché quel gruppo di “fedelissimi” che quotidianamente sale su quel treno in partenza alle 6.24 da Livorno per raggiungere Genova o Milano è diventata la seconda famiglia di Paolo De Seta, capotreno 63enne di origini calabresi, ma da decenni residente a Rigoli, frazione di San Giuliano Terme, e l’Intercity 622 Livorno-Milano la sua seconda casa. E nel suo ultimo giorno di lavoro prima dell’agognato traguardo della pensione ha sentito il dovere di salutare quelle decine di pendolari che il tempo e i quotidiani viaggi hanno trasformato in un gruppo di amici.
«Oggi è l’ultima volta che scorto questo treno. Auguro a tutti di raggiungere questo traguardo, possibilmente prima di me», ha detto al microfono con la voce rotta dall’emozione. Un annuncio al quale i tanti viaggiatori hanno risposto con un lungo applauso e con un caloroso abbraccio che i pendolari scesi nella stazione ligure hanno riservato allo storico capotreno.
«L’affetto dei viaggiatori è stata una sorpresa, una piacevole sorpresa», dice De Seta mentre inizia a godersi le prime ore del meritato riposo.
Entrato nelle Ferrovie il 23 aprile 1980, De Seta ha lavorato per quasi quarant’anni sulla linea Livorno-Milano, nel tratto tra la città toscana e il capoluogo ligure, prima come conduttore e, dagli anni Novanta, nel ruolo di capotreno.
«Cosa ho provato? Un po’ di amarezza perché ho passato l’intera vita sui treni e su quella linea lascio il cuore, ma anche gioia per l’apprezzamento dei tanti utenti - prosegue il capotreno pisano -. Essere ricordato per l’operato e per la dedizione al lavoro fa sicuramente piacere». Il miglior finale di una vita trascorsa tra i viaggiatori, le loro richieste e le loro esigenze. Migliaia di ore di viaggio che, insieme ad imprevisti, ritardi e disservizi, hanno contribuito a far nascere un’amicizia che, ieri, ha accompagnato lo storico capotreno al traguardo della pensione.
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