Il Tirreno

Pisa

appalti e sospetti 

Bloccata dallo stop dell’antimafia società fa ricorso contro il Comune

P.B.

La Sanicam Italia chiede l’annullamento degli atti con cui il lotto è stato  aggiudicato alla Entomox Srl per oltre 800mila euro 

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PISA

Non si rassegna la Sanicam Italia Srl alla perdita dell’appalto per la derattizzazione e disinfestazione negli ambienti all’aperto e all’interno degli immobili comunali.

Una gara prima assegnata in via provvisoria e poi annullata per l’esistenza di un’interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Caserta, provincia dove ha sede legale la società estromessa dall’appalto e segnalata all’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone.

Dopo l’aggiudicazione povvisoria alla Entomox Srl, seconda classificata in graduatoria, il Comune ha proceduto all’assegnazione definitiva alla ditta con sede a Montacchiello del servizio di durata biennale per oltre 800mila euro. Ma la Sanicam, i cui vertici erano stati accusati di aver rapporti con i Casalesi per una serie di lavori pubblici, non solo ha ingaggiato la sua battaglia davanti al Tar della Toscana. Il duello legale è iniziato anche in Campania dove, nel marzo scorso, il Tar ha respinto il ricorso della Srl. È pendente il giudizio in appello. E proprio per la situazione di un giudicato sospeso, i giudici amministrativi toscani hanno rinviato la decisione in atteso del secondo grado. La Sanicam chiede l’annullamento di tutti gli atti che hanno portato alla sua esclusione dall’appalto e di quelli con cui Palazzo Gambacorti ha poi aggiudicato il lotto alla Entomox Srl.

La società casertana fa questo ragionamento nel suo ricorso, nel quale chiede anche un risarcimento del danno per l’equivalente della fornitura del servizio sfumata. La revoca dell’aggiudicazione era sì stata disposta dal Comune sulla base dell’interdittiva antimafia della prefettura di Caserta.

Nel frattempo c’è stato un fatto nuovo. A giugno il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere «sul presupposto della tutela primaria dell’interesse pubblicistico alla realizzazione di opere di rilevanza pubblica e alla salvaguardia di posti di lavoro, ammetteva la Sanicam al controllo giudiziario». A queste condizioni, è sempre la tesi della Sanicam, è diventa irrilevante l’interdittiva antimafia dal momento che ora l’azienda ha un amministratore giudiziario.

Nessun sospetto, niente ombre. E così tornano all’attacco per avere l’appalto da 800mila euro. —

P.B.

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