Il Tirreno

Pisa

CASSAZIONE

Si intascava i soldi dei tributi: 4 anni e 2 mesi

Un'aula di Tribunale
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Un'aula di Tribunale

Definitiva la sentenza per un imprenditore pisano. Spariti 475mila euro che dovevano essere girati a  un Comune

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PISA. Respinto in Cassazione il ricorso di Massimo Manzerra, 75 anni, imprenditore pisano, contro la condanna a 4 anni e 2 mesi per peculato con interdizione perpetua dai pubblici uffici. 

Secondo la Suprema Corte, Manzerra, come legale rappresentante della Digep (riscossione tributi), «si appropriava di 458.471 euro percepiti per il pagamento dei tributi pagati dai privati del comune di Lastra a Signa, importi che confluivano su conti correnti personali». Manzerra era stato arrestato in carcere ai primi di settembre per un cumulo pene. Il 75enne nel tempo ha collezionato un’infinita di denunce e diverse condanne per peculato.

Come legale rappresentante di società impegnate a incassare soldi per conto di Comuni per l’accusa e svariati verdetti tratteneva per sé i soldi che dovevanofinire nelle casse pubbliche. Nel 2012 venne anche arrestato. Da Benevento a Lastra a Signa, dal lago di Garda alla Sardegna, procure e magistrati contabili lo "inseguono" da anni. L’ultima condanna a Pisa risale al marzo 2017 (pm Giovanni Porpora).

A quelle precedenti si aggiunse una pena da 3 anni e due mesi. Stesso verdetto, peraltro che i giudici avevano emesso nell’aprile 2016. Anche in quell'occasione l'ex titolare della Digep di Ospedaletto aveva dovuto rispondere del medesimo reato e il Comune considerato parte offesa era nella provincia di Frosinone. Quella volta le accuse erano collegate a tre amministrazioni della provincia di Verona, Garda, Bovolone e Buttapietra.

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