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«Le opere vincolate non si demoliscono solo perché sono mal conservate»

«Le opere vincolate non si demoliscono solo perché sono mal conservate»

Il soprintendente Muzzi parla della proposta del Comune sull’Acquedotto Mediceo. Dure critiche da Diritti in Comune

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«L’acquedotto un bene vincolato ma siamo disposti ad avviare un approfondito confronto sull’ipotesi progettuale del Comune, anche se il pessimo stato di conservazione di un bene non può essere un discrimine per autorizzarne una demolizione anche solo parziale». La pensa così il soprintendente Andrea Muzzi che entra nel merito della vicenda di cui ormai da qualche giorno discute la città: la possibilità, avanzata dall’amminisitrazione comunale guidata dal sindaco Michele Conti si “smontare” e spostare altrove un pezzo dello storico monumento per consentire un sostanziale risparmio e quindi l’effettiva realizzazione della Tangenziale Nord-Est.

La posizione del soprintendente, insomma, sarebbe possibilista sullo spostamento ma non sulla demolizione. Due scenari, in ogni caso, che poco convincono l’opposizione a Pisa. Dopo la contrarietà espressa dal Pd sui programmi di Conti, spiegati sui social con tanto di video, il caso viene commentato anche dalla coalizione Diritti in Comune: «Il problema non è l'Acquedotto mediceo, ma le grandi opere inutili. È stato pubblicato in rete un video in cui il sindaco leghista di Pisa difende l'idea della giunta di abbattere tre arcate dell'Acquedotto Mediceo per realizzare la Tangenziale Nord-Est. Sul suo programma di mandato si trova scritto nero su bianco: “demolendo tre arcate, con quanto si risparmierebbe se ne potrebbero ricostruire almeno 10 di quelle ora mancanti e consolidare il resto oggi dissestato”. Ci sono fortunatamente state critiche ed ironie, e nel video il sindaco fa una piccola rettifica: “si smontano tre arcate dell'acquedotto e si rimontano”. Dove? Verrebbe da chiedergli. In mezzo alla nuova rotatoria? Queste uscite rendono bene l'idea dell'interesse della giunta per i beni culturali e paesaggistici: disconosciuti, maltrattati, considerati un intralcio. Abbiamo spesso denunciato il crescente degrado di queste struttura storica e ci siamo battuti negli anni per la sua tutela, denunciando la perdita di circa 200.000 euro già stanziati dalla Fondazione Pisa per il restauro delle arcate, poi revocati per la sostanziale inefficacia della macchina amministrativa. Allora governava il Pd, che non si curava dell'acquedotto e avrebbe voluto sotto-attraversarlo con la Tangenziale Nord-Est, da loro pensata e fortemente voluta. Il problema è proprio questo piano di forte impatto ambientale che prevede una spesa di oltre 70 milioni per un’opera che incentiva l’uso dei mezzi motorizzati privati a scapito del trasporto pubblico e della mobilità gentile. Perché non si usano quei fondi per ristrutturare l’acquedotto? Si risolverebbe il problema alla radice. Purtroppo ieri con il Pd ed oggi con la Lega e i suoi alleati, il problema rimane il medesimo: si considera il territorio in funzione della grande opera di turno anziché il contrario». —

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