Gioco
Area sgambatura cani Allo studio la possibilità di darla in “adozione”
marina Quando nell’aprile del 2017 venne inaugurata a Marina l’area sgambatura cani, l’espressione “finalmente” ricorse sulla bocca di tutti i marinesi e non solo. Questa infatti, è anche l’unica...
marina
Quando nell’aprile del 2017 venne inaugurata a Marina l’area sgambatura cani, l’espressione “finalmente” ricorse sulla bocca di tutti i marinesi e non solo. Questa infatti, è anche l’unica struttura del genere su tutto il litorale. Anche per questo era un’opera attesa da tempo, arrivata grazie ai soldi stanziati dalla Olt, (la società che ha realizzato il rigassificatore che staziona davanti al litorale) che ha messo a disposizione 100mila euro con cui, oltre alla realizzazione dell’area sgambatura cani, è stato riqualificato anche il parco giochi della Camilla poco distante.
L’area sgambatura cani è molto frequentata ma i padroni degli amici a quattro zampe ne denunciano un sostanziale abbandono. Nessuno si occupa della manutenzione: i cani hanno scavato delle buche sotto la recinzione di ferro e nei giorni scorsi, la proprietaria di due bassotti, per impedire che i suoi cani potessero uscire dall’area sfruttando questi varchi, li ha tappati con delle pietre (nella foto qui sopra). Il terreno è pieno di quelle palline appuntite chiamate ceci, che si attaccano alle scarpe e ai vestiti e anche alle zampe degli animali impedendogli di camminare perché sentono dolore. In più, non vi è nemmeno una fontanella per dare da bere agli animali e il bidone dell’immondizia spesso trabocca per giorni di rifiuti. «Insomma, - dice la presidente del comitato “Noi del litorale” Eleonora Carli -, qui ci sarebbe bisogno di manutenzione costante a cominciare da una rastrellatura del terreno con cui già si potrebbero togliere questi fastidiosissimi e dolorosi ceci per i cani. Un’idea per far fronte a questo stato di cose, potrebbe essere quella di dare l’area in adozione a qualcuno». Un’idea che l’assessore ai parchi e verde pubblico Raffaele Latrofa, non ha scartato e che potrebbe anche accordare in vista della sua volontà di estendere il più possibile le cose da concedere in adozione alla comunità. «Chi volesse adottare l’area sgambatura cani ad esempio o altro – spiega l’assessore -, deve farne regolare richiesta agli appositi uffici. C’è un regolamento da seguire e se la cosa va a buon fine viene stilata una convenzione e nel momento in cui chi ha avuto in adozione l’area o altro, e non la tenesse bene, questa torna al Comune. La mia idea è quella di ricomprendere molte più cose tra quelle da concedere in adozione e nel caso, procedere eventualmente anche ad una revisione del regolamento». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google