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Allarme rapina, arriva la polizia ma i “banditi” erano degli attori
Il blitz innescato da una telefonata in questura: correte, c’è gente incappucciata. Gli agenti sono piombati sul set del cortometraggio sull’omicidio del Palabingo
PISA. «Correte, c’è gente incappucciata. Forse hanno delle armi». La telefonata alla sala operativa della questura arriva intorno alle sette e mezzo di sera. La scena descritta è quella di una rapina che sta per consumarsi o è appena conclusa perché nel buio si vedono le sagome, ma non si capisce bene la sequenza dei gesti. L’allarme al 113 fa fiondare sulla via Emilia a Ospedaletto, nei pressi del ristorante “La strambata” almeno due volanti. L’equipaggio che arriva per primo smorza la tensione e disinnesca l’allerta. Non c’è alcuna rapina e meno che mai quelle figure incappucciate sono dei banditi. È solo il set del cortometraggio “L’ultimo crocevia”, ispirato alla storia del vigilante-rapinatore ucciso da un collega per legittima difesa nell’agosto 2015 al Palabingo di Navacchio.
La polizia irrompe sul set e interrompe la scena. Un’irruzione giustificata da una segnalazione che sembrava più che fondata. Sì, nel piazzale c’erano persone sospette e con il volto oscurato. Solo che stava girando un film.
Quando i primi agenti sono arrivati nel punto indicato dal cittadino al telefono del 113 hanno capito subito che non era in corso una rapina. L’evidenza del contesto ha aiutato gli addetti della produzione Gothacom a chiarire l’equivoco che si è risolto in pochi minuti. La polizia ha salutato tecnici e attori, lasciandoli al loro lavoro, e se ne è andata.
“L’ultimo crocevia” è un cortometraggio in fase di lavorazione da alcuni giorni con location selezionate tra il litorale e l’immediata periferia cittadina. Quella dove il set finto è stato scambiato per una rapina vera. (p.b.)
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