Il Tirreno

Pisa

SORPRESE NEL PIATTO 

Un’insalata “condita” con uova di insetto alla primaria Zerboglio

PIETRO BARGHIGIANI
Un’insalata “condita” con uova di insetto alla primaria Zerboglio

Il Comune contesta alla ditta fornitrice il mancato controllo sulla qualità della pietanza: scatta l’applicazione della penale

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PISA

Un ingrediente imprevisto e non gradito nell’insalata.

Quando l’alunno ha infilato la forchetta nel piatto per farsi il suo boccone di verdura si è imbattuto in una presenza estranea alla pietanza: uova di insetto. È successo nei giorni scorsi alla scuola elementare “Zerboglio”. Un sorpresa di cui i bimbi e le maestre si sono accorti durante la somministrazione del secondo turno di refezione scolastica. Nella verdura, se non lavata con cura, è possibile trovare ospiti indesiderati.

Quello che è finito nel piatto degli scolari della primaria sarà anche un peccato veniale per chi prepara migliaia di pasti ogni giorno, ma alla fine da contratto deve succedere. Ecco perché il Comune, una volta ricevuta la segnalazione dalla scuola e chieste spiegazioni alla ditta che cura la refezione, l’Ati tra la Elior Ristorazione Spa e la Cir Food, ha deciso di procedere all’applicazione di una penale a carico dei privati. Alla contestazione di Palazzo Gambacorti sono seguite le deduzioni della società. Le risposte sulla presenza delle uova di insetto nell’insalata «sono state ritenute idonee e sufficienti per l’applicazione della penale nella misura minima di 400 euro». La ditta non pagherà la “sanzione”, ma l’importo sarà compensato con il corrispettivo che i privati incassano per la fornitura.

Non ha una cadenza frequente anche se accade di trovare nei piatti corpi estranei. Il mese scorso era toccato a un’alunna della classe 4a B della primaria Filzi rischiare di mettersi in bocca dei frammenti di vetro trovati nella minestra. Per restare alla Zerboglio nell’ottobre 2017 fece la sua comparsa un filo di cellophane in un piatto di riso al sugo con le polpette. Il pezzo di pellicola non era mescolato al cibo. E ancora nell’aprile 2017 un piccolo insetto fu rinvenuto all'interno di una pennetta in bianco. All’epoca venne ritirata la fornitura di pasta.

Andando a ritroso nel tempo nel novembre 2014 furono trovati tre bruchi morti in un piatto di cavolfiore biologico. La natura del prodotto, spiegò il Comune, poteva anche giustificare la presenza dei bruchi. Spiegare sì, ma senza giustificare, come le uova di insetto nell’insalata. —

PIETRO BARGHIGIANI

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