Il Tirreno

Pisa

inchiesta nata da indagine dell’fbi 

Stupefacenti comprati e rivenduti sul web coppia patteggia 5 anni

P.B.

SAN GIULIANO TERMEDi lui si erano accorti gli investigatori dell’Fbi. Un incontro non occasionale nei meandri del web sommerso scandagliato dalle forze del bene contro quelle del male.Un luogo...

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SAN GIULIANO TERME

Di lui si erano accorti gli investigatori dell’Fbi. Un incontro non occasionale nei meandri del web sommerso scandagliato dalle forze del bene contro quelle del male.

Un luogo virtuale oscuro, ma attivo, dove fare shopping di sostanze proibite. Quella segnalazione embrionale, poi sviluppata dagli inquirenti pisani, ieri è diventata una sentenza di patteggiamento: 5 anni per Alessandro Fontani, 57 anni, residente a Pontasserchio, difeso all’avvocato Laura Antonelli, e stessa pena per la sua compagna David Pereira Ferreira, conosciuta anche come Kathlyn (con Fontani nella foto qui sopra), 34 anni, trans brasiliana, assistita dall’avvocato Luciano Picchi. Quasi un anno di detenzione tra carcere e domiciliare per entrambi da quando nell’aprile 2017 finirono in manette per traffico internazionale e commercializzazione di sostanze stupefacenti. Droga comprata su Internet e poi rivenduta in zona. Ieri mattina la chiusura della vicenda davanti al gip Donato D’Auria (pm Fabio Pelosi).

Fu un’indagine della squadra mobile pisana a illuminare la parte oscura di Internet, il deepweb, quella dove il mercato virtuale e illegale rende possibile lo scambio di armi e droghe e in generale gli strumenti del crimine al riparo dalle tracce che si lasciano navigando sui motori di ricerca conosciuti.

Fontani, scampato agli agenti federali statunitensi in passato quando fu scoperto e chiuso il blackmarket “Silk Road”, era stato segnalato dagli Usa come trafficante di droga. Nell’inchiesta del troncone pisano gli venivano contestate, a partire dal 2013, almeno 2300 cessioni di droga trovata e comprata sulla piattaforma online oscurata.

Nel gennaio 2016 la polizia, anche con attività sotto copertura online, entrò nel mondo sommerso del web dando il via all’operazione conclusa con i due arresti del 2017 ieri definiti con un patteggiamento.

Gli esperti informatici navigando nel buio dell’illecito più proibito trovarono i pusher da tastiera impegnati nell’acquisto e cessione di hashish, cocaina, marijuana e droghe sintetiche.

Il luogo principale dello scambio era il sito “Italian Darknet Community” che aveva particolarità: mittenti e destinatari anonimi e la moneta usata era il bitcoin. È stato chiuso dopo aver capito che tipo attività ospitasse. —

P.B.

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