Gioco
Nella “città nuova” sviluppo caotico senza spazi di socialità
Dal piano Dodi-Piccinato (crescita ad est e non verso il mare) alla mancata delocalizzazione della Provincia e del Tribunale Il ruolo del futuro parco urbano
PISA
«L’attuale Cisanello-Pisanova è frutto della scelta operata dal Prgc di Dodi e Piccinato, che decise di sviluppare la città verso est escludendo lo sviluppo verso il mare, secondo lo schema di ricreare un nuovo centro, “Pisa Nova”, alternativo a quello esistente, al fine di salvaguardare il centro storico», spiega l’architetto Dario Franchini, urbanista e profondo conoscitore delle dinamiche locali. «Con alterne vicende - prosegue Franchini - Cisanello si è sviluppato in modo solo parzialmente organizzato e assai più caoticamente di quanto previsto dal piano. L’elemento incongruo più evidente era la presenza della grande distribuzione e la mancanza di spazi di socialità, rappresentati solo da un pugnace circolo Arci e dalla farmacia voluta dal dottor Conti».
Della fine degli anni Novanta una ricerca dell’Università che individua come tratto caratteristico del quartiere una popolazione che lo utilizza come porta di arrivo a Pisa per poi abbandonarlo dopo poco tempo. Una scarsa affezione e permanenza tipica delle zone periferiche. «Proprio per questo motivo, la necessità di una centralità nel quartiere, il Piano Strutturale del 1998 e il successivo Regolamento Urbanistico del 2001 individuava la possibilità di inserirvi funzioni pubbliche importanti e prendeva definitivamente atto della volontà di spostare, a ridosso dello storico “sanatorio”, il nuovo ospedale. Inoltre si interveniva per completare l’insediamento (oltre 20mila abitanti, un medio comune dell’area pisana) “riammagliando” una viabilità insufficiente».
Nel tempo, la previsione di nuovi servizi urbani da sottrarre al centro storico (Provincia, biblioteca comunale, Tribunale), a seguito di mutate esigenze e sensibilità, crisi economica e crisi delle possibilità degli enti locali, è stata soppiantata dalla previsione di un grande parco urbano. «Questa scelta, positiva dal punto di vista della qualità ambientale, ha comportato una perdita rispetto alla necessità di riequilibrio funzionale tra le varie parti della città. È importante quindi che il futuro parco non sia il parco di Cisanello, ma di tutta la città. Perché accada è necessario che i collegamenti tra Cisanello e il centro, ma anche i quartieri al di là dell’Arno, siano comodi e frequenti e che sia completato il progetto di ciclomobilità già finanziato». La progressiva crescita del nuovo ospedale, conclude Franchini, «rappresenta però l’elemento di innovazione fondamentale a cui guardare per nuove infrastrutturazioni e nuove possibilità di sviluppo. È evidente che Cisanello-Pisanova sta assumendo sempre più i contorni di un moderno pezzo di città, con tratti più marcatamente innovativi, nella quale sarà necessario far convivere armonicamente la residenza ed i servizi di prossimità con la richiesta di servizi collaterali alla presenza ospedaliera». —
F.L.
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