Il Tirreno

Pisa

il Progetto premiato dal miur 

Otto nuovi prof e un bando per 32 ricercatori

Giulia Serni

Ma anche il potenziamento dei laboratori e apparecchiature  archeologiche con i soldi assegnati al dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere

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pisa

Presentato alla cittadinanza e alla comunità universitaria il progetto di eccellenza “I tempi delle strutture. Resilienze, accelerazioni e percezioni del cambiamento nello spazio euro-mediterraneo”, elaborato dal Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. Selezionato dal Miur, nell’ambito di un’iniziativa che ha visto premiati altri 180 “dipartimenti di eccellenza” in tutta Italia, il progetto ha ottenuto un finanziamento di oltre 8 milioni di euro che saranno gestiti dal dipartimento per il quinquennio 2018-2022. Grande la soddisfazione dell’Ateneo espressa dal rettore Paolo Mancarella, per il quale questo traguardo «conferma l’elevato profilo della tradizione umanistica propria dell’Università di Pisa», e anche della città «che può solo trarre beneficio da progetti di questo tipo, a livello culturale e di visibilità grazie anche ai vari eventi collaterali in programma» come ha dichiarato l’assessore Paolo Pesciatini.

«Il progetto – ha commentato il direttore Pierluigi Barrotta – è simbolo della vocazione di ricerca dell’Università e per realizzarlo verrà impegnato tutto il dipartimento. Grazie al finanziamento del Miur sono già stati assunti 8 docenti, tra professori associati e ricercatori, provenienti da altri atenei italiani, di elevata qualifica internazionale. Sempre in vista dello svolgimento del progetto è stato aperto un bando per 32 assegni di ricerca biennali, destinati a giovani ricercatori provenienti dall’Italia e dall’estero. Grazie a queste possibilità saranno acquisite nuove competenze, al momento assenti, e si rafforzeranno settori strategici; inoltre l’ampia campagna di borse di dottorato e di assegni di ricerca consentirà di implementare tutti gli ambiti previsti dal progetto scientifico. Anche i 10 laboratori presenti nel dipartimento, destinati all’attività di ricerca e alla didattica, sono stati potenziati. Una parte del finanziamento sarà poi investito per l’acquisto di apparecchiature archeologiche di ultima generazione. Inoltre mano a mano che il progetto andrà avanti – ha aggiunto – i risultati saranno pubblicati in una collana, edita dalla Carocci Editore di Roma».

Quattro le linee di ricerca del progetto: area antica, coordinata dal professor Giovanni Salmeri, area medioevale a cura del professor Giuseppe Petralia, area moderna di competenza della professoressa Cinzia Maria Sicca e area contemporanea gestita dal professor Alberto Mario Banti. All’interno di ciascuna area verranno esaminati specifici momenti legati al tema della resilienza e dell’accelerazione: dinamiche di espansione e processi di crescita negli Early States e negli imperi del mondo antico; la Rivoluzione feudale e le società medievali dopo l’anno Mille; il significato di modernità e il mutamento nel rapporto tra tempo storico e tradizione; la comunicazione e la propaganda in età contemporanea. Due le scuole di specializzazione coinvolte: una in Beni Archeologici e l’altra in Beni storico artistici. Un progetto di respiro internazionale che porterà anche ad uno scambio di docenti provenienti da tutto il mondo. —

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