Il Tirreno

Pisa

la manifestazione 

«La giunta favorisce la discriminazione»

Danilo Renzullo
«La giunta favorisce la discriminazione»

La comunità Lgbti in presidio contro l’uscita dalla Rete Ready Messaggio della senatrice Cirinnà: pessima amministrazione

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PISA

«Al Comune di Pisa non interessano le discriminazioni. Anzi, i messaggi che sembra lanciare l’amministrazione rischiano di arrivare a persone sbagliate e di aumentare le violenze». La comunità Lgbti pisana scende in piazza e punta il dito contro l’amministrazione dopo la decisione di recedere dall’accordo con la Regione ed altri enti pubblici che avevano aderito alla Rete Ready (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni) che si occupa della promozione del confronto e dell’integrazione delle politiche di inclusione sociale per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender ed intersessuali. Le bandiere arcobaleno per un pomeriggio hanno colorato piazza XX Settembre dove, in occasione della seduta del consiglio comunale, un centinaio di appartenenti alla comunità Lgbti, attivisti dell’Arcigay e dell’associazione Pink Riot, esponenti del Pd, dei gruppi di opposizione e dei sindacati si sono riuniti per contestare l’atto di Palazzo Gambacorti. Presenti anche gli ex assessori Dario Danti e Marilù Chiofalo, che aveva promosso l’adesione alla rete di cui il Comune di Pisa è stato tra le amministrazioni fondatrici.

«Un atto che rende evidente l’idea che l’amministrazione ha nei confronti delle persone Lgbti - accusa Daniele Serra, presidente dell’Arcigay di Pisa -. L’omofobia istituzionale e il messaggio di disinteresse che passa attraverso queste decisioni sono molto pericolosi perché potrebbero arrivare a persone sbagliate e violente». L’atto è stato anche al centro di un question time presentato da Ciccio Auletta, capogruppo di Diritti in comune, che accusa: «Abbiamo una giunta che istiga alla violenza e sta trasformando la città in un laboratorio di politiche discriminatorie». Secondo la giunta «sono venute meno le motivazioni per l’adesione all’accordo», ma secondo i manifestanti la recente aggressione subita da una coppia gay in centro a Pisa dimostra che la comunicazione e la promozione di politiche di inclusione sociale sono necessarie.

«È un atto incomprensibile: la giunta cancella un progetto che non costa risorse, anzi le recupera, ed incide su una questione sociale importantissima - sottolinea Marilù Chiofalo -. Quella dell’amministrazione è probabilmente una risposta alle paure e alle debolezze di qualche comitato cittadino».

La consigliera regionale Alessandra Nardini (Pd) ha letto una nota inviata da Monica Cirinnà, senatrice del Pd e promotrice della legge che regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso: «L’uscita del Comune di Pisa dalla rete Ready è un fatto grave e un segno triste del tempo difficile in cui viviamo e resistiamo. La lotta alle discriminazioni passa anche attraverso l’educazione dei più piccoli al rispetto delle differenze: nessun indottrinamento, si tratta solo di dare attuazione a principi e valori costituzionali in cui tutti dovremmo ancora riconoscerci. Prendo atto con dolore che così non è, che ancora si mistifica e si strumentalizzano i più piccoli, confondendo la libertà educativa con la libertà di diffondere una cultura di odio e discriminazione. Sono sicura che Pisa sarà in grado di conservare la propria tradizione di città aperta, inclusiva e democratica, nonostante questa pessima amministrazione». —



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