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Contro le molestie sul lavoro arriva la Consigliera di fiducia
pisaDopo numerosi atenei italiani anche l’Università di Pisa istituisce la carica di “Consigliera di Fiducia” contro le discriminazioni e le molestie nei luoghi di lavoro e studio. Il nuovo ruolo di...
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Dopo numerosi atenei italiani anche l’Università di Pisa istituisce la carica di “Consigliera di Fiducia” contro le discriminazioni e le molestie nei luoghi di lavoro e studio. Il nuovo ruolo di garanzia, disciplinato da un regolamento messo a punto dal rettore Paolo Mancarella insieme al Cug (Comitato Unico di Garanzia), nasce da una lungimirante risoluzione europea del 1994, volta a orientare gli Stati all’adozione di concreti strumenti in difesa della dignità dei lavoratori.
La nomina, triennale, va per il mandato corrente all’avvocata Chiara Federici. «Sono molto fiera di ricoprire questa carica nell’Università che ha dato l’avvio alla mia carriera professionale – ha commentato Federici –. Le molestie che si annidano nei luoghi di lavoro agiscono con modalità insidiose, spesso sotto forma di mobbing e discriminazioni continuative. Difficile denunciare in un ambiente nel quale tutti gli interni hanno interessi e vincoli professionali».
«Indispensabile, a tal fine, una figura terza, non appartenente alla schiera dei docenti o dei ricercatori, ma al di sopra delle parti, che sia di antidoto alle dinamiche disfunzionali interne all’Ateneo e che possa sradicarle sul nascere, in piena autonomia e nell’assoluto rispetto della riservatezza delle persone coinvolte», ha aggiunto Elettra Stradella, presidente del Cug. La nuova Consigliera ha competenza per casi individuali e agisce in raccordo con il Cug. Nel prestare la sua assistenza, avrà accesso alla documentazione amministrativa di Ateneo e potrà promuovere azioni di conciliazione.
«Questa figura è a maggior ragione importante – ha concluso Nicoletta de Francesco, prorettrice vicaria e delegata alle questioni di genere – perché le persone che più spesso subiscono comportamenti discriminatori e abusi di potere sono le più giovani, che si trovano in condizioni di subordinazione gerarchica o che sono nelle prime fasi della carriera, con prestazioni precarie. Per fare della buona ricerca, dunque, è indispensabile innanzitutto salvaguardare il benessere lavorativo». —CARLOTTA LATTANZI
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