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Gipi si schiera contro «Misure umilianti contro i migranti»
PISA«La politica leghista pisana è più folle della follia dell’ultimo soldato giapponese dimenticato nel Pacifico». Lo ha detto Gipi, all’anagrafe Gian Alfonso Pacinotti, a margine della...
PISA
«La politica leghista pisana è più folle della follia dell’ultimo soldato giapponese dimenticato nel Pacifico». Lo ha detto Gipi, all’anagrafe Gian Alfonso Pacinotti, a margine della presentazione all’Arsenale del suo film “Il ragazzo più felice del mondo” che ha fatto sold out.
Gipi manca a Pisa da due anni. Ha vissuto a Parigi ed ora vive a Roma. «Ho visto una città invasa da cartelli orribili, quelli delle ordinanze. A parte la multa al pisano Dario Danti, questi provvedimenti non sono fatti per i pisani. Si tratta di misure umilianti contro i migranti», continua Gipi. Il fumettista e regista si accalora: «Questa politica pisano leghista centrodestrista propone un futuro noioso, fatto di nulla, a parte muri e scalini. E chi ha eretto muro, la storia lo insegna, è destinato a fallire».
Il film di Gipi è intriso di pisanità. Il cast è composto da suoi amici come il musicista Davide Barbafiera, l’artista e designer Michele Motis e la compagnia teatrale “I sacchi di Sabbia” capitanata da Giovanni Guerrieri.
«Non ho vissuto bene la mia città. Sinceramente mi ricorda periodi bui. Mi piace l’accento e l’espressività pisana, quello sì. Ed i paesaggi. I campi dietro casa dei miei genitori. Poi non ho ricordi straordinari a parte l’esperienza che ho fatto al carcere Don Bosco dove sono entrato a vent’anni come detenuto per una decina di giorni e dove sono rientrato però come volontario per insegnare a disegnare a quei detenuti che erano fuori luogo, lì. Erano perfetti su un galeone da pirati e lavorammo a trasformare il carcere in un veliero dal nome Sir Wood».
Il film proiettato all’Arsenale ha riscosso sin dalla prima scena, applausi e risate. Il film è una storia vera. C’è una persona che da più di vent’anni manda lettere a tutti gli autori di fumetti italiani spacciandosi per un ragazzino di quindici anni. Nelle lettere chiede sempre “uno schizzetto” in regalo. C’è un fumettista italiano, Gipi, che inizia ad indagare su questa persona.
«Per realizzare il film mi sono rovinato economicamente. Ho usato tutte le finanze mie e di mia moglie. Volevo fare tutto io attore, regista e produttore. Alla fine ho dovuto chiamare Procacci della Fandango». Una chiave di lettura, Gipi la dà: «Guardate il film con occhi da bambino». —
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