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Pisa

la mobilitazione di sindaci e cittadini 

Volantini contro il no allo stato di emergenza

CARLO PALOTTI
Volantini contro il no allo stato di emergenza

In piazza a Vicopisano Taglioli con il collega di Calci Ghimenti: «Chi è stato qui si è reso conto della devastazione»

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VICOPISANO

«Stiamo lottando perché sia riconosciuto un aiuto al nostro territorio». Juri Taglioli, sindaco di Vicopisano, ha spiegato così la scelta del Comune di organizzare un presidio in Piazza Cavalca. Ieri mattina gli amministratori di Vicopisano e Calci sono scesi in strada per mantenere alta l’attenzione sul Monte Pisano. Al di là delle polemiche politiche scaturite dalla decisione dell’esecutivo di negare al Monte Pisano lo stato di emergenza nazionale, Massimiliano Ghimenti, sindaco di Calci, si è detto «spiazzato dalle scelte prese a Roma», poiché, «Calci e i sui abitanti hanno subito danni meritevoli dell’aiuto e del sostegno dello Stato, sotto qualsiasi formula o tecnicismo».

Il primo cittadino di Calci ha anche attaccato il Governo per la scelta presa: «Tutti quelli che sono stati sul nostro Monte nei giorni successivi alle fiamme - continua Ghimenti - non hanno potuto che constatare la devastazione del territorio procurata dall’incendio. Altrimenti, ora, dovrebbero spiegare perché, durante le operazioni di spegnimento, sono stati necessari più di cento vigili del fuoco provenienti da tutte le regioni del Centro Italia». Per il sindaco di Calci è quindi evidente che l’incendio dello scorso settembre non possa essere incasellato solo «come incendio boschivo, ma come un evento di protezione civile che ha richiesto l’evacuazione di settecento persone».

In conclusione Massimiliano Ghimenti dice: «Una casa bruciata dalle fiamme è uguale a una crollata per un sisma o distrutta da un’alluvione. Per questo motivo il Comune di Calci e quello di Vicopisano chiedono al Governo un aiuto concreto sia per i cittadini colpiti direttamente, che per la messa in sicurezza del territorio».

«Per tutti questi motivi - conclude - a nostro parere era necessario il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, poiché avrebbe consentito l’emanazione di misure straordinarie, utili a superare le normative vigenti. Nello specifico, mi riferisco al tema dei rifiuti bruciati dalle fiamme e del loro corretto smaltimento».

Durante il presidio organizzato in Piazza Cavalca l’amministrazione di Vicopisano ha distribuito un volantino riassuntivo della situazione post incendio contenente la conta dei danni, i fondi richiesti allo Stato, gli interventi apportati dalla Regione Toscana e la risposta negativa avuta dal Governo centrale circa la richiesta dello stato di emergenza nazionale.

In più, sono state raccolte anche firme per il Monte Pisano come Luogo del cuore Fai. La campagna proseguirà fino alla fine del mese: è possibile aderire anche on line sul sito del Fai. —

CARLO PALOTTI

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