Il Tirreno

Pisa

l’uomo finisce alla sbarra 

Stalking, dottoressa bersagliata dal padre di una sua paziente

G.P.

pisaLa figlia ha difficoltà nel parlare, così la porta da una terapista pisana. Ma il babbo delle bimba si innamora della dottoressa, perde la testa e comincia a stalkerizzarla con lettere, messaggi...

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La figlia ha difficoltà nel parlare, così la porta da una terapista pisana. Ma il babbo delle bimba si innamora della dottoressa, perde la testa e comincia a stalkerizzarla con lettere, messaggi e telefonate fino a lasciarle una busta appesa alla macchina con dentro alcune lettere e tre grossi coltelli.

Una brutta vicenda quella di cui si è discusso ieri mattina in Tribunale a Lucca, di fronte al giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci. La Procura ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio per un 41enne originario di Barga, già sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento e di comunicazione alla terapista di cui si è malamente invaghito. Nell’udienza di ieri il giudice ha ammesso la richiesta dei legali dell’imputato, gli avvocati Enrico Marzaduri e Maria Santinelli, di un giudizio abbreviato condizionato, cioè subordinato all’accettazione e valutazione di una perizia psichiatrica.

I fatti in questione risalgono al periodo che va dal giugno 2016 al marzo 2018. Dopo aver conosciuto la dottoressa che ha in cura sua figlia, l’uomo se ne invaghisce al punto da mandarle lettere d’amore – prima anonime e poi firmate – pacchi di libri, mazzi di fiori e perfino una banconota da 100 euro. Il tutto condito da telefonate e messaggi. La dottoressa ci mette poco a capire quel che sta accadendo e così esprime chiaramente il suo rifiuto, avvertendo il padre della paziente di essere già impegnata in una relazione stabile. Ma la persecuzione non si ferma, anzi. Il 41enne continua a molestarla in modi sempre più pesanti fino a minacciarla. Alla fine si decide a chiedere aiuto e a denunciare il fatto alle forze dell’ordine.

Il 41enne originario di Barga viene sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento e di comunicazione e successivamente la faccenda arriva in Tribunale, con la Procura di Lucca che chiede il rinvio a giudizio per i reati di molestie, minacce e atti persecutori (stalking). La donna si è costituita parte civile. —

G.P.

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