Sicurezza
Incendio Monte Serra, niente soldi dal governo e il ministro Centinaio risponde "Bla bla bla"
Messaggio di scherno su Facebook del titolare delle Politiche agricole al sindaco. Ghimenti: «Giocare con le parole non vi salverà dal giudizio delle persone»
CALCI. «Vediamo cosa riuscite a fare. Bla bla bla bla». Poche parole e di scherno, imitando un bambino. È così che il ministro delle Politiche agricole, il leghista Gian Marco Centinaio, ha risposto su Facebook alle rimostranze del sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti, ancora scottato per il no al riconoscimento dello stato di emergenza nazionale arrivato dal Governo dopo il terribile incendio del Monte Serra.
La risposta del titolare del dicastero è arrivata ieri sera, sotto un post della sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi. Ghimenti, alla prima cittadina, aveva scritto lo stesso messaggio pubblicato sulla sua bacheca. Un messaggio, fra l’altro, non eccessivamente duro nei confronti dell’esponente della Lega. «Leggo che il ministro Centinaio si è risentito per le dichiarazioni del presidente Enrico Rossi – ha scritto il primo cittadino di Calci – reo di aver detto che il Governo non fa nulla. Il ministero dell’Agricoltura sta lavorando per permettere di utilizzare risorse europee nelle disponibilità della Regione per i danni agricoli. È vero. Ciò sta avvenendo e l’assessore regionale Marco Remaschi lo ha annunciato davanti a 400 persone a Villa Scorzi. Ma – continua Ghimenti – ciò che ha detto Rossi è che il Governo ha negato l’emergenza nazionale, la quale non ha a che fare con i danni agricoli. Ma con i danni dei privati alle case, alle infrastrutture e alla messa in sicurezza del territorio. Ed è questo che ufficialmente la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento nazionale protezione civile, ha comunicato alla Regione. Era questa la richiesta principale per aiutare chi ha perso la casa – prosegue il primo cittadino della Valgraziosa – insieme ai lavori per la sicurezza del territorio. Giocare con le parole non salverà il Governo e tantomeno parlamentari e altri amministratori del territorio dal giudizio che si abbatterà su di loro se non rivedranno questa decisione».
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Con un post scriptum. «Come può non sapere un ministro la differenza fra le due richieste? – conclude Ghimenti – Come può non sapere cosa ha scritto il capo del Dipartimento di protezione civile? Ancora una volta: vergogna». La portavoce di Centinaio – contattata dal Tirreno – ha spiegato che il ministro non ha «nulla da aggiungere rispetto a quanto risposto a Rossi».
Sulla questione, con un affondo a Ghimenti, è intervenuto anche il deputato della Lega, Edoardo Ziello. «La gravità di quanto accaduto sul Monte Serra non giustifica né polemiche politiche sterili né tantomeno strumentalizzazioni, tese ad avviare la campagna elettorale di qualche amministratore che non ha mai visto le luci dei riflettori, per propri meriti politici personali, ma soltanto grazie alla devastazione che qualche criminale ha causato al nostro monte. Le risorse al ministero dell’Ambiente ci sono e non vediamo l’ora di poterle spendere – conclude Ziello – ma per farlo occorre che la Regione presenti dei progetti per il contrasto al rischio idrogeologico. Rossi, al posto di polemizzare inutilmente con i nostri ministri, faccia fare ai tecnici questa lista di opere e la presenti al più presto al ministero, perché aspettano solo lui».
Il sindaco Ghimenti ha poi risposto che la bocciatura alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale – con cui la Regione aveva stimato i danni in 15.250.660 euro – è imputabile anche ai parlamentari di zona. «Ziello è un deputato pisano – conclude il sindaco – e se il Governo non si è interessato delle esigenze del territorio il primo ad aver fallito è proprio lui. Ma se i soldi arriveranno, io sarò pronto a ringraziarlo». Secondo la protezione civile nazionale – come anticipato ieri dal Tirreno – il rogo non avrebbe «coinvolto in modo significativo le strutture e le infrastrutture presenti nell’area percorsa dal fuoco», mentre «i principali centri abitati» sarebbero solo «stati lambiti dalle fiamme». Per dimostrare il contrario, sempre su Facebook, Ghimenti ha pubblicato le foto di tutte le case distrutte il 24 settembre. —
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