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Il crocifisso? Anche nella sala dei consiglieri del Pd

Il crocifisso? Anche nella sala dei consiglieri del Pd

«Ce lo abbiamo trovato, non ci crea problemi» spiegano i democratici Ma sull’obbligo di esporlo negli uffici pubblici scoppia la polemica

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Dalla moschea che non si deve fare ai crocifissi su tutte le pareti degli uffici pubblici. Nella Pisa governata dal centrodestra tira aria di crociata. E il voto favorevole dell’assembla cittadina sul crocifisso nell’aula consiliare e negli uffici pubblici, comprese le scuole comunali, lo dimostra. Uffici nei quali, va detto, molto spesso il simbolo della religione cristiana c’è già. Anche dove... non te lo aspetti. Ne è appeso uno alla parete del locale che ospita il municipio il gruppo consiliare del Pd. «Era qui, ce lo abbimo trovato e non lo abbiamo tolto» spiegano i consiglieri che in occasione del voto di martedì sulla mozione presentata dai consiglieri di Forza Italia avevano deciso di uscire dall’aula in polemica con la maggioranza per la strumentalizzazione di temi così delicati come la libertà di culto e la laicità delle istituzioni.

Temi sui quali torna a discutere la coalizione Diritti in comune (Una città in comune - Rifondazione comunista - Pisa Possibile). «Che di questi tempi fosse in atto un attacco al principio di laicità dello Stato ci era già chiaro - si legge in una nota della coalizione - non stupisce dunque che Forza Italia abbia presentato una mozione che prevede l'esposizione del crocifisso nella sala del consiglio comunale. E che la Lega, non abbastanza contenta, abbia a sua volta presentato un emendamento che impone che il crocifisso sia affisso anche nella sala del sindaco, degli assessori, della giunta, del presidente del consiglio comunale, nonché (fatto gravissimo!) in tutti gli istituti scolastici di competenza comunale. Non stupisce, ma preoccupa. Preoccupa la sostanza, ma anche il linguaggio, carico di oscurantismo, di riferimenti al simbolico, anche mistificatorio, se si fa riguardo al principio di laicità, stravolto nella sue essenza». Diritti in Comune se la prende anche con chi, il Pd, ha preferito non votare «assumendo una posizione da Ponzio Pilato (tanto per rimanere in clima religioso!)».

«Che la mozione approvata ieri sia permeata di integralismo religioso - continua la nota - , lo dimostra la vicenda della Moschea, per la quale la Giunta si sta adoperando in tutti i modi affinché non venga costruita, facendosi beffa anche della nostra stessa Costituzione. Alla luce di questo, i richiami alla “solidarietà, tolleranza, fratellanza e giustizia” suonano come profondamente ipocriti, visto che in realtà ciò che si vuole affermare è la supremazia di un unico credo. Ossia la religione di Stato. Per quanto ci riguarda, coerentemente anche con quanto scritto nel nostro programma con cui ci siamo presentati alle scorse elezioni amministrative, individuando talune proposte 'laiche', continueremo a batterci affinché il principio della laicità dello Stato prevalga su ogni tentativo di asservire le istituzioni a precetti religiosi, anche nella loro simbologia». —

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