Italia
Sì al crocifisso in aula: il consiglio approva la mozione di Forza Italia
Voti a favore della maggioranza di centrodestra, contrario Diritti in Comune, astensione di M5S. Il Pd esce lascia la seduta: «No alla strumentalizzazione»
PISA. Crocifisso nella sala consiliare. Passa la mozione presentata dai consiglieri di Forza Italia Riccardo Buscemi e Virginia Mancini. Dopo due ore di discussione, il documento ha avuto 21 voti favorevoli (tutta la maggioranza di centrodestra), un voto contrario (Francesco Auletta, Diritti in Comune) e un’astensione (Gabriele Amore, M5S), mentre il gruppo del Pd è uscito dall’aula. «Evidentemente imbarazzato a ripetere il voto contrario di qualche mese fa», dicono Buscemi e Mancini ricordando la bocciatura di primavera della stessa identica mozione da parte dell’allora maggioranza di centrosinistra.
Il documento ricorda, tra l’altro, che «la storia del nostro Paese è legata storicamente e culturalmente alla religione cattolica cristiana», che il «crocifisso, simbolo della religione cristiana, assume senso simbolico non solo per il suo significato intrinseco religioso e spirituale, ma anche perché riconosciuto veicolo di messaggi dall’alto valore culturale e morale, in quanto il cristianesimo è innegabilmente parte della storia, del pensiero e della tradizione italiana ed europea». E dunque formula l’impegno ad esporre nella sala del consiglio comunale il crocifisso». Al dibattito ha contribuito la vicesindaco Raffaella Bonsangue, nella sua veste di coordinatore provinciale di Forza Italia, che ha rivendicato «l’impegno del partito e dei suoi consiglieri a portare avanti con determinazione la proposta elaborata da Michele Molino». Il crocifisso, aggiungono, Buscemi e Mancini «rappresenta i nostri valori e non contrasta con il principio di laicità delle istituzioni. Ci dispiace per chi ha votato contro, ma anche per chi tatticamente si è allontanato dall’aula, nonostante i valori universali di cui è latore».
La replica del gruppo del Pd in una nota: «Ci siamo opposti ora, come nella scorsa amministrazione, sostenendo che, al posto del crocifisso, fosse necessario aprire invece un dialogo interreligioso che coinvolgesse cittadinanza ed associazioni. Alla nostra richiesta di ritirare la mozione, di aprire un vero dialogo tra religioni, ci è stato risposto di no. A quel punto, come atto di estrema contrapposizione politica ad una maggioranza dai numeri bulgari, abbiamo preferito, a malincuore per chi come noi crede nel consiglio comunale come luogo di voto e discussione, di disconoscere quel luogo, quella discussione e prendere le distanze fisicamente da quella strumentalizzazione uscendo dall’aula».
«Una roba da sbarrare gli occhi, non solo per la fondamentale questione della laicità delle istituzioni - interviene la consigliera regionale Alessandra Nardini (Pd) -, ma anche perché è incredibile che brandiscano il simbolo della cristianità quelli dei muri e dei respingimenti, quelli dei bambini stranieri in mense separate, quelli che i mendicanti non si possono sedere sui gradini, quelli dei battesimi con l’acqua del Po. Se vogliono una città più cristiana nei valori inizino a leggere il Vangelo, a sentirsi in colpa per quanto lo oltraggiano ogni giorno ed a smettere di agitare il crocifisso come una clava contro qualcuno».
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